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Martedì, 27 Febbraio 2024
L’ANALISI

Altro che patriarcato e medioevo, Viterbo è come Barbieland: comandano le donne

Svolta femminile nell’establishment viterbese: le donne ora occupano con sempre più forza i posti di comando sia nella politica che nell’economia

A Viterbo comandano le donne, come a Barbieland. Malgrado si tenda a pensare - forse a causa di un ormai stravecchio e superato retaggio culturale, fondato su un pregiudizio intellettuale - che il capoluogo della Tuscia sia una città ottusa mentalmente e conservatrice nel senso più ortodosso del termine, quasi medievale come le sue splendide architetture, nella realtà è tutto l’inverso. Per anni, come nel resto d’Italia, il gentil sesso è rimasto ai margini della vita politico-economica cittadina. Ora, però, nei primi anni ‘20 di questo terzo millennio, la musica sembra essere cambiata, con il “rosa” entrato con sempre più veemenza nell’establishment fino ad arrivare ai posti di comando. Sono tante le donne, alcune delle quali anche giovani, ad essersi guadagnate, sul campo e con tutti i meriti del caso, ruoli molto incisivi.

Chiara Frontini-Eleonora Bonucci-Tiziana Governatori-2

Non si può non cominciare da Chiara Frontini, prima donna sindaco di Viterbo. È senza dubbio lei il simbolo della rivoluzione che sta attraversando la Cittá dei Papi, quella che tiene in mano le redini della città ed ha avviato il percorso. Classe 1989, è tra i primi cittadini più giovani d’Italia, con i suoi 34 anni. Diplomata con lode al liceo Buratti e laureata con 110 in Scienze Internazionali e Diplomatiche, a soli 22 anni (record ancora intatto) diventa assessore della giunta Marini. L’esperienza durerà poco ma la convincerà a proseguire la strada della politica, che le toglierà diverse soddisfazioni. Su tutte quella del 27 giugno 2022, quando gli elettori la premieranno nel ballottaggio tutto al femminile contro la piddina Alessandra Troncarelli. Ma non è tutto perché, come se non bastasse essere diventata la prima “sindaca” (lei preferisce la declinazione femminile), Frontini è anche un’imprenditrice di successo: dal 2013 ha aperto uno studio di progettazione europea, specializzato in avanguardie educative, che gestisce progetti internazionali per diversi Paesi con un tasso di successo dell’85% e una media di oltre 3 milioni di euro l’anno di finanziamenti ottenuti. Chi pensava che coniugare l’impegno politico a quello lavorativo fosse una prerogativa prettamente maschile deve dunque ricredersi.

Amministrazione Frontini-2

Restando nell’agone politico, sono molte altre le donne impegnate che vantano ruoli cardine. Così tante da poter dire che quello di Viterbo sia un Comune a trazione femminile. Fino a qualche settimana fa, per esempio, a presiedere il Consiglio comunale c’era Letizia Chiatti, che si è recentemente dimessa dal ruolo. E, nella giunta Frontini, di donne ce ne sono tre: Elena Angiani è assessore all’Economia, Patrizia Notaristefano ai Servizi sociali e Katia Scardozzi ai Servizi al cittadino, alle imprese e al decentramento. In Consiglio, tra i consiglieri, poi, figurano (oltre a Chiatti) ben 12 donne: Maria Rita de Alexandris, Rosanna Giliberto, Francesca Pietrangeli, Alessandra Croci, Alessandra Purchiaroni e Melania Perazzini siedono tra i banchi della maggioranza. Tutte hanno un incarico tra deleghe, presidenze o vicepresidenze di commissione. All’opposizione ci sono invece le dem Alessandra Troncarelli, Lina Delle Monache, Francesca Sanna (trio del Pd, gruppo per 3/4 femminile), le meloniane Laura Allegrini ed Antonella Sberna e la civica Luisa Ciambella, altra leader politica. A loro va poi doverosamente aggiunta Annalisa Puopolo, segretaria generale del Comune.

Elisabetta Ferrari-2

Per quel che riguarda la pubblica amministrazione, Elisabetta Ferrari è alla guida di Francigena (la più grande municipalizzata comunale) ed è la prima manager pubblica viterbese, mentre Margherita Eichberg è la numero uno della Soprintendenza. Altre donne d’influenza figurano tre le dirigenti: Loriana Vittori dirige l’ufficio speciale Pnrr ed Eleonora Magnanimi quelli del I e II settore, mentre Annunziata Rosati è istruttore amministrativo.

La rivoluzione rosa non si limita solo a Palazzo dei Priori, anzi, attraversa anche altri apparati pubblici come la Asl che, fino a poco tempo fa, vantava addirittura tre esponenti femminili nella direzione: Daniela Donetti, Antonella Proietti e Maria Luisa Velardi. Adesso, l’azienda sanitaria locale ne annovera 7 tra tutti i dirigenti: Simona Di Giovanni è direttore amministrativo, Annunziata Minopoli direttore degli affari generali, la Proietti direttore sanitario, Cristiana Morera al dipartimento di salute mentale, Elettra Lazzaroni alla programmazione e alla gestione degli accreditati e Patrizia Boninsegna alla pianificazione, controllo di gestione, bilancio e sistemi Informativi. 

Eleonora Bonucci-Ludovica Delfino-Melissa Gemini-2

E sono molte le imprenditrici made in Viterbo, su tutte Eleonora Bonucci, regina dell’abbigliamento griffato con le sue due boutique al Corso e a piazza del Teatro, che ha da poco rilevato lo storico locale Schenardi ed considerata è tra le donne in ascesa nel panorama della moda italiana. Nel medesimo campo andrebbero poi menzionate Marianna Cennerazzo, stilista che progetta abiti per Valentino, e Lucia La Paglia, giovane modella. C’è poi Tiziana Governatori, madrina dell’Hotel Salus Terme e presidente di Federlazio. Nello sport Ludovica Delfino, campione d’Italia, d’Europa e del mondo di pattinaggio artistico, insieme a Melissa Gentili, campionessa italiana e bronzo europeo di boxe. Menzione d’onore infine per Licia Fertz, la “nonna” social più famosa d’Italia. Ex infermiera ed ora influencer e modella, a 93 anni ha dimostrato che la tenacia ed il carattere di una donna forte non possono essere scalfiti nemmeno dal passare degli anni. Ma ce ne sarebbero davvero tante altre di figure femminili di spicco nella Tuscia. Come le bambole di Barbieland, ognuna di loro ha dei sogni, alcuni forse realizzati, ed una voglia di affermarsi per dimostrare il proprio valore. Di certo, a Viterbo non esiste il patriarcato ed il medioevo non è più presente se non nell’urbanistica. 

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