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ETRUSCHI / Canino

Vulci in mostra a Milano, le mani d'argento e altre meraviglie in esposizione alla Fondazione Rovati

I reperti archeologici rinvenuti alla necropoli dell'Osteria e a Poggetto Mengarelli in mostra nella metropoli milanese

Gli spettacolari ritrovamenti degli ultimi anni fatti nella città e nella necropoli di Vulci apriranno a Milano una serie di mostre tematiche sull'Etruria organizzate dalla Fondazione Rovati. I reperti saranno in mostra dal 20 marzo fino al 4 agosto. E' ormai nota la preziosità dei corredi funerari restituiti dal sottosuolo e conservati per millenni nei monumenti funebri, per lo più a camera, nella necropoli di Casaletto Mengarelli e della necropoli dell'Osteria. Una comunità che si è sviluppata sulle rive del Fiora, quella vulcente, che ha consentito agli etruschi dell'epoca di intraprendere importanti scambi commerciali e culturali, tanto da affinare gusti e abitudini. La ricercatezza dei monili, delle ceramiche e degli abiti ha dato un imput importante alla scelta dei Fondazione Luigi Rovati per aprire la rassegna storico-artistica-archeologica proprio con le "ricchezze" di Vulci. Successivamente a Vulci pare che sia in programma anche una mostra sui reperti archeologici provenienti dalla vicina Tarquinia.

I reperti in mostra

La ricostruzione del valore di Vulci come metropoli, dalle sue origini fino alla conquista romana, permette di ricostruire parallelamente l’evoluzione antropologico-culturale delle élites dominanti, degli artigiani-artisti e di tutta la popolazione vulcente. La mostra, accanto a una selezione di reperti inediti appartenenti alla collezione della Fondazione, espone capolavori provenienti dalle collezioni di importanti istituzioni pubbliche ed enti privati, a conferma della attrattività del progetto espositivo che la Fondazione esercita fin dalla sua apertura.  "Tra i reperti più spettacolari, la coppia di mani in lega d’argento, oro e rame, e il collarino in osso, appartenente a uno Sphyrelaton, o statua polimaterica, rinvenuto nel 2013 nella necropoli dell’Osteria; gli ossuari in terracotta inediti della collezione della Fondazione Luigi Rovati; per la prima volta esposti insieme un nucleo di ceramiche attribuite al Pittore delle Rondini - spiegano dalla Fondazione - tra i bronzi inediti un candelabro e due colini della Fondazione Rovati, la spada con fodero e l’imponente urna biconica ed elmo-coperchio in bronzo proveniente dagli scavi Mengarelli della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l'Etruria meridionale; la Maschera-visiera in bronzo, un unicum per l’Etruria, probabilmente di uso cerimoniale, proveniente dai Musei Vaticani; imponente l’inedito Pilastro figurato in nenfro della Collezione Castiglione Bocci di Ischia di Castro; parimenti straordinaria la ricostruzione dell’edicola di Ponte Rotto dedicata alla coppia Dionisio ed Arianna, dal 1889 parte delle raccolte del Museo Archeologico Nazionale di Firenze e mai più esposta in Italia dal 1966".

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