rotate-mobile
CASO BRUZZICHES

Minacce a corpo politico, avviso di conclusione delle indagini a sindaca e marito: "Restiamo sereni"

Respinta dal gip la richiesta di giudizio immediato, la procura ha notificato a Chiara Frontini e Fabio Cavini il 415 bis. Sul "no" al processo subito: "Punto a nostro favore, manca l'evidenza della prova". L'avvocato di Bruzziches: "Fatti chiari, ma pronti a portare nuove prove"

Caso Bruzziches, dopo il "no" del gip al processo subito per la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini immediata "risposta" della procura di Viterbo: notificato martedì pomeriggio il 415 bis, ossia l'avviso di conclusione delle indagini, alla prima cittadina e al consorte. I due indagati, attraverso i rispettivi avvocati, si dicono comunque "sereni". Il reato ipotizzato dalla procura tramite i pm Massimiliano Siddi e Chiara Capezzuto resta quello di minaccia a corpo politico in concorso.

Cosa è il reato di minaccia a corpo politico

Chiunque usa violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario, ai singoli componenti o a una rappresentanza di esso, o a una qualsiasi pubblica autorità costituita in collegio o ai suoi singoli componenti, per impedirne, in tutto o in parte, anche temporaneamente, o per turbarne comunque l'attività, è punito con la reclusione da uno a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto per ottenere, ostacolare o impedire il rilascio o l'adozione di un qualsiasi provvedimento, anche legislativo, ovvero a causa dell'avvenuto rilascio o adozione dello stesso. Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto per influire sulle deliberazioni collegiali di imprese che esercitano servizi pubblici o di pubblica necessità, qualora tali deliberazioni abbiano per oggetto l'organizzazione o l'esecuzione dei servizi.

Cosa succede ora

Dopo che il gip Rita Cialoni ha rigettato la richiesta di giudizio immediato, caratterizzato dalla mancanza dell'udienza preliminare, avanzata dalla procura il 16 aprile scorso, il procedimento prosegue con iter ordinario. A partire dalla chiusura delle indagini e dalla notifica del 415 bis da parte dei pm, come avvenuto già martedì. Ora gli indagati possono consultare tutti gli atti dell'inchiesta (che sarebbero corposi) e hanno venti giorni di tempo per chiedere, se lo vorranno, di essere interrogati o l'ascolto di eventuali testimoni, di produrre documentazione difensiva o una memoria (già depositata durante le indagini preliminari). Poi, siccome il reato contestato prevede una pena massima superiore a 4 anni di reclusione, ci sarà l'udienza preliminare in camera di consiglio, ossia a porte chiuse, dove la procura formalizzerà la richiesta di rinvio a giudizio.

"No" al giudizio immediato

Ad annunciare il "no" del gip al processo subito è stata la stessa sindaca Frontini in chiusura del consiglio comunale di martedì mattina. "Ho avuto poco fa notizia dai miei legali che il gip ha ritenuto di rigettare la richiesta di giudizio immediato che era stata avanzata dal pubblico ministero per l'assenza degli estremi probatori del reato che è stato contestato", ha affermato la prima cittadina. Vale a dire: manca l'evidenza della prova, tra i requisiti fondamentali per il rito immediato, del reato contestato, ossia minaccia a corpo politico.

Parlano le difese

"È quanto sosteniamo sin dall'inizio - dichiara l'avvocato Giovanni Labate, legale di Fabio Cavini -. Il reato così come contestato è insussistente. Siamo soddisfatti e ci conforta che la nostra tesi sia stata, in qualche modo, convalidata dal gip nel respingere la richiesta di giudizio immediato. La strada è solo all'inizio ma è stato raggiunto un punto che avalla le nostre opinioni, un punto fermo a nostro favore nel merito della contestazione che viene fatta".

Il difensore di Frontini, l'avvocato Roberto Massatani, aggiunge: "Non c'è l'evidenza della prova che la frase ritenuta "minacciosa" dalla procura, che tra l'altro la sindaca non ha assolutamente pronunciato, sia tale da poter coinvolgere un atto della pubblica autorità costituita in collegio. Lo sosteniamo da sempre e lo abbiamo rappresentato anche nella memoria già depositata. Quella frase potrebbe anche essere stata detta, e ribadisco mai dalla prima cittadina, ma non c'è la prova della volontà di coertare un consigliere comunale su un atto politico-amministrativo". E sul 415 bis: "Ricordo - dice il legale Massatani - che in Italia si è colpevoli solo quando c'è una condanna fino al terzo grado di giudizio e non già quando un pm apre o chiude un'indagine".

Parla la parte offesa

Le parti offese, ossia il consigliere comunale Marco Bruzziches e la moglie Anna Maria Formini, tramite l'avvocato Stefano Maria Falcioni, commentano: "Restiamo sereni e, se necessario, siamo pronti a portare ulteriori elementi di prova. Anche se i fatti contestati ci sembrano già abbastanza chiari e provati: c'è una lunga registrazione e su quelle frasi decise smentite da parte degli indagati non sono mai arrivate. La procura aveva optato per il giudizio immediato ma il gip ha ritenuto non sussistere i presupposti di legge: non una pronuncia nel merito ma di tipo procedurale che non sposta di una virgola la questione nel merito. A nostro avviso, soprattutto Frontini avrebbe dovuto essere contenta di un processo con rito immediato perché così sarebbe uscita prima da questa situazione".

La vicenda

A far scattare le indagini una querela dell'ex consigliere di maggioranza, oggi all'opposizione, Bruzziches e della moglie dopo una cena, il 26 settembre, con la sindaca e il marito Cavini. Le parti offese hanno consegnato in procura la registrazione della serata, tre ore "raccolte" con il cellulare, in cui il consorte della prima cittadina avrebbe detto: "Quando vogliamo colpire, o abbiamo qualcosa o la inventiamo. Se io voglio fare male, capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona. Purtroppo io sono la sua anima nera ed è per questo che sono molto odiato, perché a volte devo fare delle cose anche molto brutte". Durante le indagini preliminari sia Frontini che Cavini hanno depositato memorie difensive.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Minacce a corpo politico, avviso di conclusione delle indagini a sindaca e marito: "Restiamo sereni"

ViterboToday è in caricamento