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MAMMAGIALLA VIOLENTA

Poliziotti della penitenziaria colpiti con calci al petto e mandati in ospedale

Nuovo episodio nel carcere Nicandro Izzo da parte di un detenuto ai danni di due agenti. Il sindacato Fns Cisl: "Aggressioni in aumento"

Ancora episodi di violenza nel carcere viterbese di Mammagialla Nicandro Izzo da parte di un detenuto ai danni di poliziotti della penitenziaria finiti in ospedale. A denunciare l'episodio, avvenuto ieri sabato 6 aprile, il sindacato Fns Cisl Lazio. "Un detenuto italiano, già autore di altre aggressioni, ha aggredito due unità di polizia penitenziaria per futili motivi. Per un calcio al petto a un sovrintendente sono stati riscontrati cinque giorni di prognosi, mentre a un agente sei".

Aggressione a Civitavecchia

Aggressione, ma venerdì 5 aprile, anche nel penitenziario di Civitavecchia. "Ai danni di un assistente della polizia penitenziaria - ricostruisce la Fns Cisl - un detenuto, nordafricano ma di nazionalità italiana, per futili motivi ha sputato e aggredito con pugni al volto". Pure in questo caso l'agente è finito in ospedale. "Riscontrate lesioni con sette giorni di prognosi", riporta il sindaco che aggiunge: "Il detenuto in questione non è nuovo a tali reati contro le forze di polizia, già si era reso protagonista di aggressioni contro la penitenziaria in un carcere della Sardegna".

Sempre a Civitavecchia i poliziotti, durante un controllo scattato ieri mattina, hanno trovato e sequestrato in una cella un cellulare che sarebbe stato nella disponibilità di un detenuto italiano.

Fns Cisl: "Aggressioni in aumento"

La Fns Cisl sottolinea che nel Lazio le "aggressioni sono aumentate in questi mesi nei confronti del personale di polizia penitenziaria". A Viterbo un episodio di violenza è stato registrato anche il 28 febbraio quando un detenuto, "senza alcun motivo plausibile", ha aggredito due agenti che hanno avuto sette giorni di prognosi. Il 12 e 29 febbraio episodi anche nella casa di reclusione Istituti penitenziario di Civitavecchia - Aurelia. Nel primo un detenuto, barricatosi in cella, ha provocato un'esplosione dopo aver lanciato delle bombolette incendiarie. Nel secondo ci è andato di mezzo un assistente capo preposto alla vigilanza che, aggredito da un nordafricano "con diversi precedenti", ha avuto una prognosi di dieci giorni.

C'è poi il drammatico fenomeno dei morti in carcere. "Un detenuto - riporta la Fns Cisl - è deceduto nella notte tra il 19 e il 20 febbraio a Rebibbia e un altro l'11 febbraio nel penitenziario di Latina".

Sovraffollamento

Un'altra piaga delle carceri del Lazio è quella del sovraffollamento: 1450 detenuti in più, vale a dire 6mila 731 nei quattordici istituti della regione su una capienza regolamentare prevista di 5mila 281. "Preoccupa - afferma la Fns Cisl - il sovraffollamento negli istituti di Viterbo (+222), Regina Coeli (+514), Rebibbia (+359), Velletri (+210). Da segnalare che Regina Coeli risulta al 15esimo posto per sovraffollamento di detenuti del +182%".

Pochi agenti

Se i detenuti sono troppi rispetto a quanti dovrebbero essere, gli agenti di polizia penitenziaria sono troppo pochi. Nel Lazio ce ne sono circa 670 in meno, che salgono a circa 910 se si considera tutto il provveditorato di appartenenza (Lazio, Abruzzo e Molise). "Mediante l'incremento previsto al termine del 182esimo e 183esimo corso allievi agenti - spiega la Fns Cisl - la carenza dovrebbe scendere entro settembre a circa 585 unità, dato riferito all'intero distretto Prap. Mentre di circa 500 unità per la sola regione Lazio. La grave carenza di personale si registra negli istituti di Rebibbia (-199), Velletri (-66), Viterbo (- 58), Regina Coeli (-87), Frosinone (-57), Cassino (-35), Rieti (-48), Latina (-12).

Fns Cisl: "Ferie a rischio"

"In questi giorni - commenta la Fns Cisl - pervengono dai vari istituti della regione Lazio segnali preoccupanti poiché risultano essere messi in pregiudizio i diritti del personale del corpo di polizia penitenziaria e, nel caso di specie, le ferie estive ma non solo. Si resta basiti, invece, quando alcune direzioni propongono piani ferie estivi i cui periodi, solo per fare alcuni esempi, sono in determinati mesi di undici giorni come a Velletri, di 15/16 giorni a Civitavecchia e diciotto giorni comprensivi di altre assenze a Regina Coeli.  Alcune, invece, appaiono alquanto stravaganti come quella all'Ipm Casal del Marmo dove si effettua un sondaggio, non si comprende da chi autorizzato o se si tratta di uno scherzo, per solo otto giorni di ferie. Probabilmente le direzioni degli istituti penitenziari della regione Lazio "dimenticano" che le ferie sono regolamentate e sono un diritto. Si applichi la normativa senza se e senza ma.

Da tempo, come Federazione nazionale della sicurezza Cisl, denunciamo le criticità che gravano sul nostro sistema penitenziario. Temi che devono essere affrontati con un confronto proficuo con il sindacato, attivando misure strutturali, non tampone, per restituire certezze a tutto il personale. Così come è urgente determinare protocolli d'intesa con le regioni al fine di regolare la non trascurabile e pericolosa gestione, da parte dei colleghi penitenziari, di detenuti affetti da gravi turbe e nevrosi psichiche. Si scontano antichi problemi irrisolti ma c'è la necessità, ora come non mai, di sviluppare un progetto organico e complessivo di risoluzione delle questioni attinenti al sistema penitenziario della regione Lazio e non solo. Tra l'altro, c'è la necessità di rivedere la legge che ha chiuso gli ospedali psichiatrici giudiziari e istituito le Rems, così come indicato dalla corte costituzionale con sentenza del 2022. Necessario anche ricercare soluzioni e interventi per potenziare e migliorare l'assistenza sanitaria nelle carceri italiane. Seppur con grave criticità e carenze - conclude la Fns Cisl -, la polizia penitenziaria, a cui va un plauso, opera con spirito di abnegazione e professionalità al proprio compito".

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