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EMERGENZA MAMMAGIALLA

Poliziotti aggrediti in carcere: "Uno ferito al volto con una lametta, poi spinte e botte"

Interviene Daniele Nicastrini, segretario regionale dell'Uspp: "A Mammagialla problemi oltre ogni limite di sopportazione"

Aggressioni (in successione) nel carcere di Mammagialla ai danni di agenti di polizia penitenziaria che hanno riportato ferite per cui sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso. A ripercorrere i fatti, avvenuti oggi, il segretario provinciale dell'Uspp Mauro Bernabucci.

"Durante una visita psichiatrica - riporta il sindacalista - un detenuto italiano, già reo di altri atti come tentativi di suicidio, mentre veniva accompagnato dagli agenti, improvvisamente ha dato una forte spinta a uno facendolo e un altro è stato aggredito con una lametta rudimentale ed è stato ferito al volto. L'agente caduto è riuscito a rialzarsi e, nel cercarlo di immobilizzare il detenuto, ha subito una botta alla spalla. Tutte e due refertati, mentre il detenuto è stato locato in una cella per soggetti con problematiche tali".

Ma, putroppo, non è finita qui. "Un altro fatto - prosegue Bernabucci - è avvenuto poco dopo. Un detenuto, sempre italiano e con problematiche analoghe al primo, è andato in escandescenza aggredendo altri agenti e procurando ferimenti per i quali sono state necessarie le cure del caso".

Sul tema delle aggressioni in carcere è intervenuti anche il segretario regionale dell'Uspp Lazio, Daniele Nicastrini. "Sono - afferma - oramai all'ordine “del turno di servizio”. Il ministero della Giustizia – Dipartimento amministrazione penitenziaria ha previsto una serie di disposizioni che, purtroppo, non stanno fornendo alcun effetto positivo. Abbiamo apprezzato la visita e il confronto con il sottosegretario Del Mastro nel carcere di Viterbo, tuttavia i problemi che si stanno vivendo all'interno di questa struttura sono oltre ogni limite di sopportazione. La popolazione detenuta ha superato le 640 presenze, l'organico denuncia sempre una carenza del 40% in meno rispetto alle 343 unità previste. L'incremento previsto dal Dap di sette unità non copre gli oltre 50 prepensionamenti avvenuti in due anni. Il carcere è allo stremo e regge solo grazie alla buona volontà di chi è rimasto nel totale abbandono dell'amministrazione".

Domani un incontro dell'Uspp con il provveditore regionale. All'ordine del giorno altri motivi sindacali, ma Nicastrini fa sapere che verrà fatta "pervenire la “preoccupazione” che Viterbo, ma anche tutte gli altri istituti del Lazio, stanno vivendo con questi soggetti violenti e senza personale per contrastarli".

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