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Domenica, 23 Giugno 2024
IL COMMENTO

Violenze a Mammagialla, prosciolto il procuratore Auriemma: "Atto di giustizia, ma il processo non doveva proprio nascere"

L'avvocato Filippo Dinacci, difensore del procuratore Paolo Auriemma e della pm Eliana Dolce, commenta la sentenza con formula piena

Il procuratore Paolo Auriemma e la pm Eliana Dolce "agirono correttamente", secondo la magistratura perugina. Nessun rifiuto o omissione d'atti d'ufficio per non aver indagato e approfondito le presunte violenze del 2018 sui detenuti nel carcere di Viterbo culminate con il suicidio di Hassan Sharaf. 

Il procuratore Paolo Auriemma e la pm Eliana Dolce (Foto LaPresse)

"Il fatto non sussiste" per la gup di Perugia Elisabetta Massini, che ha prosciolto con formula piena Auriemma e Dolce. "Un atto di giustizia - commenta l'avvocato Filippo Dinacci, difensore dei magistrati viterbesi -. Ma il procedimento, in realtà, non sarebbe dovuto neppure nascere". Davanti al giudice per l'udienza preliminare, la procura guidata da Raffaele Cantone non avendo ravvisato illeciti ha chiesto il non luogo a procedere ricalcando la richiesta di archiviazione già presentata in fase di indagine preliminare ma negata dal gip che ha poi disposto l'imputazione coatta.

La vicenda era nata dalle presunte violenze a Mammagialla denunciate in un esposto del Garante dei detenuti del Lazio presentato l'8 giugno 2018. Il procedimento, secondo l'iniziale ipotesi accusatoria, era stato iscritto dai magistrati viterbesi solo il primo agosto del 2018 "nel registro modello 45 (fatti non costituenti notizia di reato) nonostante dallo stesso emergessero specifiche notizie di reato".

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