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Domenica, 23 Giugno 2024
MAFIA TURCA E TERRORISMO

Baris Boyun, una parte del potente arsenale nascosto a Vetralla: "Qui mitragliatrici a disposizione dei fratelli"

A detenere le armi era Ahmet Durmus, un braccio destro del boss Baris Boyun. Il ruolo di tutti i guardaspalle e fedelissimi arrestati nella Tuscia

Nascosta a Vetralla una parte del potente arsenale di cui era dotata l'associazione criminale e terroristica il cui "capo indiscusso" era Baris Boyun, il 40enne turco che voleva fare la "rivoluzione" nel suo paese di origine. Il "fratello maggiore", che dal 21 marzo scorso si trovava agli arresti domiciliari a Bagnaia dopo essere stato trovato, il 19 gennaio a Milano, con un'arma nell'auto in cui era con la moglie. Nell'abitazione di via Cardinal de Gambara all'alba di ieri, mercoledì 22 maggio, le forze dell'ordine hanno fatto irruzione per prelevarlo e portarlo in carcere. Si trovava nella frazione di Viterbo dopo un attentato subito a Crotone il 18 marzo.

Mitragliatrici nascoste a Vetralla

Baris Boyun

Ahmet Durmus, 37 anni, uno dei turchi residenti nella Tuscia arrestato, "detiene, per metterli "a disposizione dei fratelli" all'occorrenza, nei pressi della sua abitazione a Vetralla mitragliatrici Uzi". È scritto nelle 112 pagine dell'ordinanza del gip di Milano Roberto Crepaldi che ha fatto finire in carcere, su richiesta della pm Bruna Albertini, 18 persone. Oltre a Boyun, la moglie Ece, i guardaspalle e fedelissimi per accuse che, a vario titolo, vanno dalla banda armata con finalità terroristiche alla detenzione di armi e di esplosivi, dal traffico internazionale di droga fino all'omicidio e al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Durmus vive a Vetralla in stradone Luzzi. In un'intercettazione dice che di Uzi "ne ha due grandi. Non in casa - aggiunge - ma nelle immediate vicinanze, che in caso di necessità si possono reperire subito". L'interlocutore gli "chiede se ha anche il calcio" e lui "risponde in modo positivo", per poi aggiungere che "se lo beccano con quelli non escono più per 60 anni dal carcere".

VIDEO | Terrorismo, armi e droga: il blitz contro l'organizzazione turca

L'associazione avrebbe avuto un potente arsenale ma anche tanti soldi e un giovane esercito. La pm Albertini l'ha definito un gruppo "estremamente pericoloso perché dotato di armi cruente. Armi pesanti, clandestine, da guerra". Non solo mitragliatrici ma anche kalashnikov e bombe a mano, da usare con "obiettivi politici: la lotta è contro quelli che hanno "infestato lo stato turco"". Il procuratore capo di Milano Marcello Viola lo definisce "un gruppo con finalità di tipo strettamente terroristico".

Boyun era ai domiciliari con il braccialetto elettronico, e la microspia all'interno ha intercettato numerosissime conversazioni in cui tratta il commercio di armi: "Ho il mio produttore d'armi personale", dice. Ma si vanta anche di gestire, attraverso i suoi uomini, "tutto il mercato tedesco" e di poter "vendere anche in Svizzera". Una capacità di infiltrazioni in Europa che ha come obiettivo la conquista criminale della Turchia. Per gli inquirenti, è lui a coordinare la vendita di armi sfruttando canali all'estero e conoscenze in Turchia, a decidere su tratte balcaniche e tariffe dei migranti, a orientare la strategia sul contrabbando di sigarette e sul mercato più lucroso di droga e farmaci, a riciclare il denaro e ordinare vendette.

Il ruolo degli arrestati nella Tuscia

Arresto di Baris Boyun

Nell'ordinanza di arresto viene ricostruito ogni singolo ruolo delle altre 17 persone finite in carcere, che a Boyun hanno giurato "fedeltà fino alla morte". Un solo italiano, il 30enne viterbese Giorgio Meschini. Tutti gli altri sono turchi che vivono tra Italia (diversi nella Tuscia), Svizzera, Germania e Turchia. Nessun provvedimento, invece, è stato disposto per i due avvocati del presunto boss, indagati per ricettazione per alcune transazioni di denaro. In totale gli indagati sono venti.

Dei turchi arrestati nella Tuscia il più longevo e radicato è Caglar Senci, 27 anni, da una quindicina a Tuscania. "Ha trasportato armi e appartenenti all'associazione - ricostruiscono gli inquirenti -. Si confronta con Ahmet Durmus, subito dopo l'attentato a Boyun, circa la necessità di "tirare fuori i grandi", cioè armi connotate da un'elevata potenza di fuoco. Inoltre, è Senci a distribuire diversi incarichi a Meschini".

Il ponte tra il 30enne viterbese e il gruppo sarebbe stato proprio Senci, in virtù del loro "stretto rapporto". Con Meschini gli altri sodali non avrebbero avuto "remore ad aprirsi o ad affidargli il compito di recuperare e trasportare le armi, evidentemente considerandolo "uno di loro"". Il 30enne avrebbe dato "contributi di sicuro effetto agevolatorio della vita dell'associazione" per la "prosecuzione del suo programma criminale, consentendole di recuperare soldi e armi da utilizzare per la protezione di Boyun e per assicurarne la libertà, nonché di mantenere altri sodali in libertà. Il valore aggiunto di Meschini è certamente la conoscenza della lingua e del territorio".

Kerem Akarsu e Friki Faith Cancin, rispettivamente di 24 e 42 anni ed entrambi con l'obbligo di dimora in una comunità di Montefiascone, avrebbero fatto parte, godendo di "particolare fiducia", della scorta di Boyun e della moglie Ece, come avvenuto il 21 marzo quando l'hanno accompagnata a Bagnaia dove il marito era stato trasferito. Cancin, in particolare, "è anche stato incaricato di alcuni viaggi per recuperare i contanti da mettere a disposizione dell'associazione e con i quali retribuire i difensori di Boyun". Inoltre "si rivela - affermano gli inquirenti - totalmente al corrente dei rapporti economici interni al sodalizio" e sarebbe stato "assolutamente intraneo al contesto associativo, anche in termini di condivisione ideologica".

Due i turchi residenti a Vetralla. Oltre ad Ahmet Durmus, il 29enne Firat Cogalan. Dall'indagine è emersa "la sua intraneità al sodalizio" e "il supporto logistico fornito all'associazione nei momenti di maggiore difficoltà". Dotato di "sfrontatezza criminale", si è "reso protagonista di condotte estorsive mediante l'utilizzo di armi da guerra per conto dell'associazione".

A Durmus, invece, "deve essere riconosciuto certamente il ruolo di coordinatore", secondo gli investigatori. È "Durmus a coordinare il trasporto dei cittadini turchi (favoreggiamento dell'immigrazione, ndr), attività che in certe occasioni non disdegna di effettuare personalmente. Anche l'attività di recupero del denaro contante è svolta grazie al coordinamento di Durmus. È Durmus che subito dopo l'attentato a Boyun viene incaricato di recuperare la armi "lunghe". È Durmus - conclude l'ordinanza - a trasportare personalmente la moglie e la compagna del capo all'occorrenza".

"Di sicuro spicco nel gruppo criminale" è, invece, il turco-nepesino Demir Bayram, 32 anni. "Addirittura additato come possibile capo di una fazione avversa a Boyun e con incarichi di rilievo nel gruppo criminale, del quale evidentemente condivide gli obiettivi terroristici".

Durmus, Demir, Senci, Cancin, Akarsu e Cogalan "sono chiamati - riassumono gli inquirenti - a utilizzare le armi in dotazione all'associazione, hanno espresso fedeltà a Boyun e ai suoi obiettivi terroristici, apertis verbis o comunque proteggendone la vita, nella consapevolezza della caratura criminale di Boyun e del fatto che lo avesse obiettivi terroristici".

Un'indagine complessa, nata il 5 ottobre 2023 con tre arresti alla frontiera di Chiasso: Akarsu, Cancin e Tolga Gueltepe. Su un'auto viaggia la "scorta armata" del presunto boss. La polizia sequestra due pistole e un giubbotto antiproiettile, ma anche documentazione riconducibile al 40enne e alla compagna. I tre arrestati risultano ricercati in Turchia: Akarsu per omicidio, Cancin e Tolga in quanto sospettati di far parte di un gruppo criminale. 

 nomi degli arrestati

1. Akarsu Kerem, nato in Turchia

2. Aytekin Cemil, nato in Turchia

3. Bingol Okan, nato in Turchia

4. Boyun Baris, nato in Turchia

5. Boyun Ece, nata in Turchia

6. Burulday Abutalip, nato in Turchia e residente a Catania

7. Buyukkaplan Ozge, nata in Turchia

8. Cancin Friki Faith, nato in Turchia

9. Cogalan Firat, nato in Turchia e residente a Vetralla

10. Demir Bayram, nato in Turchia e residente a Nepi

11. Durmus Ahmet, nato in Turchia e residente a Vetralla

12. Gultepe Tolga, nato in Turchia e residente a Crotone

13. Kertlez Onal, nato in Turchia e residente in Svizzera

14. Meschini Giorgio, nato e residente a Viterbo

15. Ozcan Serkan, nato in Turchia e residente in Svizzera

16. Sahin Emrah, nato in Turchia e residente in Svizzera

17. Senci Caglar, nato in Turchia e residente a Tuscania

18. Simsek Sinan, nato in Turchia e residente in Svizzera

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