rotate-mobile
Domenica, 23 Giugno 2024
OPERAZIONE INTERFORZE

Blitz antiterrorismo, boss della mafia turca arrestato a Bagnaia. In carcere altre 17 persone

Nei confronti di Baris Boyun un mandato d'arresto europeo per omicidio, lesioni, minacce, associazione per delinquere e traffico d'armi. Il presidente turco Erdogan aveva chiesto alla premier Meloni l'estradizione, che è stata negata | VIDEO

Arrestato a Bagnaia il presunto boss della mafia turca Baris Boyun. Il 40enne di origini curde è finito in carcere, insieme ad altre 17 persone, ritenute appartenenti al clan criminale, nel corso di una vasta operazione antiterrorismo e anticriminalità organizzata, scattata alle prime ore di oggi, interforze e dell'Interpol e coordinata dalla direzione nazionale antimafia. Un'operazione internazionale, che ha coinvolto anche le autorità turche. Nel mirino la mafia turca radicata in diverse città europee, italiane e nella provincia di Viterbo. Arresti e perquisizioni anche in provincia di Roma, a Milano e in Sicilia. A Bagnaia Boyun si trovava ai domiciliari: nell'abitazione di via Cardinal de Gambara le forze dell'ordine hanno fatto irruzione all'alba di mercoledì 22 maggio. È accusato dalla Dda di Milano di associazione per delinquere finalizzata al terrorismo e al traffico d'armi. 

VIDEO | Terrorismo, armi e droga: il blitz contro l'organizzazione turca

Nei confronti di Boyun era stato emesso un mandato d'arresto europeo per omicidio, lesioni, minacce, partecipazione a un'associazione per delinquere e traffico d'armi. Recentemente il presidente turco Recep Tayyp Erdogan aveva chiesto alla premier Giorgia Meloni, durante il suo viaggio istituzionale in Turchia, l'estradizione di Boyun, già detenuto agli arresti domiciliari a Bagnaia, dopo essere stato arrestato, ad agosto 2022, a Rimini. La corte d'appello di Bologna e la corte di cassazione hanno negato l'estradizione. Boyun sarà trasferito in elicottere in carcere a Milano.

Arresto Baris Boyun-2

18 arresti

L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip di Milano Roberto Crepaldi nei confronti di 18 persone residenti in Italia, tra cui Viterbo, ma anche in Svizzera, Germania e Turchia. Sono indagati, a vario titolo, per associazione per delinquere aggravata anche dalla transnazionalità, banda armata diretta a costituire un'associazione con finalità terroristiche e a commettere attentati terroristici, quindi detenzione e porto illegale di armi "micidiali" e di esplosivi, traffico internazionale di stupefacenti, omicidio e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Durante le indagini intercettazioni telefoniche e ambientali nei confronti del gruppo criminale, servizi di osservazione e pedinamento.

Chi è Baris Boyun

Baris Boyun è nato a Beyoglu, in Turchia, l'8 giugno 1984. Dissidente curdo. Nel 2022 è stato arrestato a Rimini in esecuzione di un mandato di cattura internazionale emesso a seguito di una richiesta di estradizione dell'autorità giudiziaria turca. Secondo la polizia di Ankara, sarebbe a capo di un'organizzazione criminale radicata in Turchia ed è stato accusato di vari delitti.

I giudici della corte di cassazione hanno motivato il rigetto della richiesta di estradizione richiamando nelle motivazioni una sentenza corte europea dei diritti dell'uomo del 2016: "Sotto questo punto di vista risultano dirimenti le indicazioni provenienti dalla giurisprudenza della corte europea di Strasburgo che, sia pur con riferimento alla materia di protezione internazionale, ha condannato uno stato membro del consiglio d'Europa per avere ritardato l'esame di una domanda di asilo presentata da un cittadino turco e per essere stato dato dalla relativa autorità nazionale un parere favorevole all'accoglimento della richiesta di estradizione di quel soggetto risultato di etnia curda e fuggito dalla Turchia in presenza di un reale rischio che l'interessato, se rimpatriato nel suo paese di origine, potesse essere sottoposto a tortura o maltrattamenti inumani o degradanti".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Blitz antiterrorismo, boss della mafia turca arrestato a Bagnaia. In carcere altre 17 persone

ViterboToday è in caricamento