rotate-mobile
Sabato, 22 Giugno 2024
IL GIALLO / Tarquinia

Cosa non torna nella storia di Benedetta: il messaggio della madre, il rapporto col padre e la fuga

Nonostante il ritrovamento, la storia della scomparsa delle 12enne tarquiniese nasconde ancora una serie di dubbi

La storia di Benedetta Cristofani, la 12enne di Tarquinia scomparsa lo scorso 4 agosto e ritrovata ieri pomeriggio, sembra essere un vero e proprio giallo. Nonostante il ritrovamento di ieri, dopo cinque giorni di ricerche, sono ancora molte le cose a non quadrare, che rendono misteriosa la vicenda. Dal falso comunicato inviato alla stampa locale lunedì al surreale messaggio della madre, dal rapporto della ragazza col padre ai motivi della fuga. Un mix di circostanze, fatti ed eventi che è davvero difficile da interpretare. All’improvviso, un’accelerata nelle operazioni, ieri, che ha portato a dama le forze dell’ordine. Ora comincia il vero lavoro: capire cosa sia accaduto realmente. 

LA DIFFICILE SITUAZIONE FAMIGLIARE

Per cercare di capire, però, è bene fare un passo indietro. Per la precisione a venerdì scorso, 4 agosto. Benedetta si trova a Marina Velca, in una struttura satellite della casa famiglia in cui è ospitata. Infatti, i genitori della giovane, Roberto Cristofani e Germana Ruberto, sono separati da qualche tempo e lei è stata affidata al padre. “Era stata portata lì due sabati fa – ha spiegato il papà all’Adnkronos – e si sarebbe dovuto trattare di una permanenza temporanea, il tempo per me di sbrigare alcune cose personali e poi sarei tornato a essere il suo affidatario”. E invece, in serata, Benedetta prepara un trolley, prende un pullman e si allontana. Gli operatori della struttura, preoccupati, denunciano la scomparsa alla polizia, che comunica a sua volta il tutto al padre. 

I RAPPORTI TESI COL PADRE E LA FUGA A ROMA

Le ricerche cominciano la sera stessa, con gli uomini del commissariato di Tarquinia e della Questura di Viterbo al lavoro su tutto il litorale tirrenico. Secondo una ricostruzione citata dall’Agi, Benedetta si sarebbe allontanata dalla struttura dopo una discussione con gli operatori. Forse relativa all’utilizzo del telefono. Difatti, gli inquirenti hanno ricostruito le ultime chiamate e gli ultimi messaggi, oltre a tenere d’occhio i social. Lunedì arriva il comunicato dell’Aeopc di Corchiano, che comunica il falso ritrovamento, smentito dal padre. Un giallo nel giallo. Le giornate si susseguono senza novità, fino a quando, martedì, non arriva la svolta: le indagini si spostano da Tarquinia a Roma, perché la 12enne potrebbe trovarsi lì. Nella Capitale abitano infatti la madre, Germana Ruberto, ed alcuni parenti. Secondo quanto appreso da fonti autorevoli, Benedetta sarebbe stata affidata al padre contro il suo volere, per questo sarebbe stata trasferita in una casa famiglia. Al momento, quindi, l’ipotesi investigativa più accreditata è quella che vedrebbe la ragazzina al centro di una disputa tra la madre ed il padre per il suo affidamento. Con lei che avrebbe scelto di stare, a quanto pare, con la mamma. Nel pomeriggio di ieri, avuta notizia dell’individuazione delle abitazioni in cui aveva trovato ospitalità, Benedetta ha deciso di terminare la sua breve fuga presentandosi spontaneamente dalle forze dell'ordine. A riprova delle turbolenze con il papà ci sono le sue prime parole citate dall’Agi: "Sono io Benedetta, so che mi stanno cercando. Vi chiedo solo una cosa: non voglio stare con mio padre". La 12enne, all'arrivo del padre in caserma, avrebbe chiesto addirittura di non farlo avvicinare.

IL MESSAGGIO CRIPTICO DELLA MADRE: “PROTEGGERLA DAL PADRE”

E se tra Benedetta e suo padre Roberto non sembra esserci grande feeling, non sembra andare meglio il rapporto tra i due genitori. Germana Ruberto, la madre, martedì si era lasciata andare ad uno sfogo quanto difficile da decifrare quanto inquietante:  “Vi prego - ha scritto - di proteggere mia figlia dal padre, dalle forze dell’ordine, dai servizi sociali, dalla pubblica amministrazione italiana. Ormai la verità non può attendere. Impiegata al Ministero dell’Interno Affari Interni e Territoriali, Viminale, il 1 settembre 2022. So di cosa parlo, pubblicherò le prove documentali e. a differenza di quanto avvenuto negli ultimi anni, non potrete non raccogliere le mie istanze”. Un messaggio, quello pubblicato su Facebook, che lasciava intendere che Benedetta si trovasse con la madre da qualche parte. ViterboToday aveva tentato di contattare la signora, che peró si è negata telefonicamente. A rispondere è stato solo Roberto Cristofani, che ha affrontato la questione in maniera sbrigativa: “Lasciamola parlare (dice riferendosi alla Ruberto, ndr), la madre non si è mai fatta sentire prima e lo fa solo ora. Faccia quello che vuole, non è fondamentale quel che dice, per il momento. È una cosa sua e se la vedrà lei, noi stiamo cercando mia figlia”. Qualche ora dopo, Benedetta è stata ritrovata. 

DA SCOMPARSA, BENEDETTA CONTINUAVA AD USARE I SOCIAL 

Infine, a gettare ulteriori ombre sulla faccenda, ci ha pensato poi un’altra persona, che si definisce amica della madre, la quale ha detto: “Posso dire che su Instagram Benedetta è attiva ed ha risposto ad una sua amica”. In poche parole, la giovane, ufficialmente scomparsa per cinque giorni, non solo parrebbe essersi recata solo dalla madre ma avrebbe pure continuato ad utilizzare i social per conversare con le amiche. “Il monitoraggio dei social network utilizzati dalla 13enne scomparsa lo scorso 4 agosto da Tarquinia - fanno sapere dalla polizia postale - ha permesso agli inquirenti di risalire alla rete di persone che hanno ospitato la ragazzina in questi cinque giorni, prevalentemente nella zona sud-ovest della capitale”. Lo ha reso noto la polizia postale e delle comunicazioni spiegando che è intervenuta immediatamente su richiesta della Questura di Viterbo per sbloccare il telefono utilizzato dalla 13enne. "Gli specialisti della Polizia Postale hanno sin da subito attivato risorse e conoscenze in campo informatico, consentendo, di ricostruire in tempi record la rete di persone che hanno ospitato la minore scomparsa nei giorni passati - si legge in una nota - tale attività è stata resa possibile monitorando l’utilizzo dei social da parte della minore, che hanno consentito giorno per giorno la ricostruzione delle connessioni e quindi degli spostamenti, avvenuti principalmente in zona sud-ovest di Roma".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cosa non torna nella storia di Benedetta: il messaggio della madre, il rapporto col padre e la fuga

ViterboToday è in caricamento