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BOMBA DAY / Paradiso / Via Alcide de Gasperi

La bomba è stata disinnescata! | FOTO e VIDEO

Prima di riaprire la zona rossa l'ordigno deve essere portato fuori dal cantiere di via Alcide De Gasperi con direzione il poligono di Monte Romano

La bomba è stata disinnescata! Le operazioni di despolettamento del grosso ordigno bellico di via Alcide De Gasperi sono state portate a termine come da programma dagli artificieri del Sesto reggimento pionieri dell'Esercito.

GALLERY | Bomba in via De Gasperi a Viterbo

I tre congegni che durante la seconda guerra mondiale erano stati messi per far esplodere la bomba sono stati rimossi dai militari che hanno iniziato l'intervento alle 10,27 di questo martedì 7 maggio.

VIDEO | Parlano gli artificieri: "Disinnescare la bomba è come un'operazione chirurgica"

La zona rossa di Viterbo, l'area con raggio di 1,4 chilometri dall'ordigno, resta però ancora chiusa: prima di poter far rientrare i cittadini, deve essere trasportato fuori dal cantiere al quartiere Paradiso. Direzione, il poligono di Monte Romano per le ultime operazioni di svuotamento dal materiale esplodente che si trova all'interno. Solo il suono delle sirene segnalerà la fine dell'emergenza.

L'annuncio dell'Esercito

Gli artificieri del Sesto reggimento genio pionieri dell'Esercito hanno provveduto al disinnesco di una bomba d'aereo di circa 2mila chili, risalente al secondo conflitto mondiale, rinvenuta in pieno centro del Comune di Viterbo.

Le operazioni, coordinate dalla prefettura di Viterbo, sono iniziate alle 6 con lo sgombero di un'area di 1400 metri di raggio dal punto di rinvenimento del residuato e la conseguente evacuazione di circa 36mila cittadini. Per la sicurezza dell'area è stato disposto il divieto di sorvolo dello spazio aereo interessato, nonché la chiusura del traffico ferroviario sulla linea ferroviaria regionale Roma - Viterbo. 

Gli operatori del Sesto reggimento genio pionieri, una volta completata la fase di evacuazione, hanno iniziato alle 10,25 l'intervento di disinnesco per la rimozione delle tre spolette, i congegni di attivazione della bomba, tutte attivate e armate. Neutralizzati questi, il residuato bellico è stato trasportato all'80esimo reggimento "Roma", dove è stato reso inoffensivo con la tecnica della lisciviatura, che prevede lo svuotamento dell'ordigno tramite getti d'acqua ad alta temperatura, in grado di sciogliere l'esplosivo e convogliarlo in un sistema di filtraggio, in modo da separare il composto, per la successiva distruzione dell’esplosivo.

Nel 2023 i nuclei di artificieri dei reggimenti genio hanno condotto 2mila 356 interventi su tutto il territorio nazionale, neutralizzando 12mila 666 residuati bellici di cui 21 bombe d'aereo risalenti ai conflitti mondiali.

La bomba, dal diametro di 76 centimetri, lunga 2,08 metri e con uno spessore di 0,77 centimetri, contiene al suo interno oltre 1300 chili di esplosivo. La bomba da 2mila chili è della tipologia più grande ed è la sesta rinvenuta in Italia.

Per limitare l'area di evacuazione e i conseguenti disagi alla popolazione locale, i militari hanno realizzato una struttura di contenimento in grado di mitigare i possibili effetti dovuti a un'eventuale esplosione accidentale durante le delicate attività di disinnesco. Ciò ha permesso di ridurre il raggio di sgombero a soli 1400 metri. Le distanze sono il frutto di recenti studi e sperimentazioni svolti dal centro d'eccellenza Counter-Improvised Explosive Devices di Roma.

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