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Il cuore della città è zona rossa, in corso il disinnesco della bomba | FOTO e VIDEO

Evacuate le 36mila persone che vivono nel raggio di 1,4 chilometri dalla bomba. La sindaca Frontini: "Tutto ha proceduto bene". Inizia la bonifica, al lavoro sei artificieri: "Operazione complessa e rara"

Il cuore della città è zona rossa. Evacuate tutte le 36mila persone che vivono nel raggio di azione di 1,4 chilometri dalla grossa bomba inesplosa trovata in via Alcide De Gasperi, al quartiere Paradiso di Viterbo. Alle 10,27 il suono delle sirene ha avvisato del totale sgombero dell'area e sono iniziate le operazioni di disinnesco dell'ordigno da parte degli artificieri dell'Esercito, direttamente sul luogo del ritrovamento. 

GALLERY | Bomba in via De Gasperi a Viterbo

Il despolettamento della bomba consiste nella rimozione e nel brillamento delle componenti sensibili e pericolose al maneggio e al trasporto. A quel punto da via De Gasperi viene portata al poligono di Monte Romano con un mezzo dell'Esercito scortato dalla polizia stradale e con al seguito un'ambulanza della Croce rossa. È previsto che il trasporto avvenga in novanta minuti. 

Una volta all'interno del poligono l'ordigno viene svuotato per via idrica manuale del caricamento e il materiale esplosivo distrutto. Il tempo stimato per le operazioni di "lisciviatura", ossia di svuotamento della materia esplodente, è di circa otto ore.

VIDEO | Parlano gli artificieri: "Disinnescare la bomba è come un'operazione chirurgica"

"Le attività - riepiloga il colonnello dell'Esercito Gianbasilio Profiti - si sviluppano con una prima fase in cui vengono rimosse le spolette, che sono i congegni di attivazione della bomba che in questo caso sono tre. Dopo averli rimossi, l'ordigno viene trasportata tramite un autocarro al poligono di Monte Romano dove effettueremo una operazione per mettere in sicurezza la bomba svuotando il caricamento esplosivo, di circa 1300 chili. Tramite una tecnica che si chiama di lisciviatura utilizzeremo dei getti d'acqua calda e ad alta pressione per poter svuotare l'ordigno, recuperare l'esplosivo e poi poterlo rimuovere definitivamente dal contenitore. Per poter eseguire un'attività del genere sono fondamentali valori come il coraggio, la professionalità, l'addestramento del personale, la consapevolezza dei rischi connessi ma anche l'utilizzo di attrezzature ad elevate tecnologie".

Per il disinnesco al lavoro sei artificieri. "Bombe di aereo di queste dimensioni - spiega il capitano dell'Esercito Luigi Prencipe - ne sono state rinvenute soltanto sei nel territorio nazionale dalla fine del secondo conflitto mondiale. La sorella, sempre da circa 4mila libre, è stata trovata l'ultima volta nel 2016 a Vicenza. Sono, quindi, ritrovamenti rarissimi. Del team di artificieri, composto da sei persone, solo due operatori hanno già operato in contesti del genere. Personalmente, è il primo intervento su una bomba d'aereo di queste dimensioni, tra le più grandi mai rinvenute in Italia".

Tre le spolette da disinnescare, di cui risulta logorato dal tempo e dagli agenti atmosferici. "L'ordigno è attivo - afferma Prencipe - e presenta tre congegni di attivazione, di cui uno consumato dagli agenti atmosferici e dal tempo. Ciò rende la nostra attività più complessa e più particolare e, di conseguenza, aumenta l'indice di pericolosità. I rischi sono legati alla rimozione di questi congegni, che avverrà con delle attrezzature particolari. Sono delle vere e proprie operazioni chirurgiche. Abbiamo stimato circa cinque ore di intervento".

Le operazioni di evacuazione sono iniziate alle 6 di questo martedì 7 maggio. "Hanno proceduto - è il bilancio della sindaca Chiara Frontini - tranquillamente, con la città che si è svuotata progressivamente come da programma. Con il consigliere comunale Giancarlo Martinengo abbiamo fatto anche un sopralluogo nei punti di raccolta, dove i cittadini si stavano piano piano recando per prendere i bus Francigena e andare nei centri di accoglienza".

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