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Il ricordo di Luigi Petroselli 42 anni dopo: il viterbese che divenne sindaco di Roma

Stamani al cimitero è stato celebrato il ricordo di Luigi Petroselli, sindaco di Roma scomparso il 7 ottobre 1981

Il 7 ottobre 1981, terminato il suo intervento al comitato centrale del Pci in via delle Botteghe Oscure, Luigi Petroselli si accascia a terra. Nonostante i soccorsi, morirà stroncato da un infarto. Aveva 49 anni ed era sindaco di Roma, o meglio, il primo comunista ad essere eletto sindaco della Capitale. Come ogni 7 ottobre, la città lo ha ricordato di fronte alla sua tomba, al cimitero di San Lazzaro. Una corona di fiori a tinte giallorosse, i colori della Città Eterna, e le parole di chi lo ha conosciuto personalmente. Presenti, per le istituzioni, il sindaco Chiara Frontini, il consigliere regionale Enrico Panunzi e il vicepresidente della Provincia Pietro Nocchi. 

Luigi Petroselli 1

“Il 7 ottobre - ha detto Enrico Panunzi - io voglio partecipare sempre a questa cerimonia, come ogni anno per il 25 aprile ad onorare Paolo Braccini. Perché noi veniamo da quelle storie, queste persone hanno il merito di essere una testimonianza dei tempi e di essere andate oltre i tempi. Petroselli non ha vissuto quel tempo ma è andato oltre, lasciando un ricordo indelebile. Questa giornata è un’occasione per fare riflessioni, a volte si rischia di scadere nella formalità bieca.

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Io sono contento di non correre questo rischio, perché ognuno di noi ha modelli e riferimenti, dei valori a cui aggrapparsi nei momenti difficili. Petroselli l’ho conosciuto dai racconti dei compagni viterbesi che hanno vissuto quel periodo, conosco bene i suoi modi di fare e di essere. Lui a Roma era stato eletto dal Consiglio comunale, in quei tempi i sindaci cambiavano rapidamente e molti di tante città italiane sono stati dimenticati. Lui è invece riuscito a sfuggire a quel contesto, avendo il merito di avvicinare le persone alle istituzioni in un rapporto biunivoco che è il sale della democrazia. Quando non c’è osmosi comunicativa, c’è la rottura di un patto. Non si possono compiere gli stessi suoi atti ma è indubbio che, molte volte, un cittadino che aspetta la parola di un politico ha la necessità di essere ascoltato. Petroselli faceva questo, a volte ascoltando sul posto nelle borgate”. 

L. Petroselli

“Luigi Petroselli - ha invece detto Pietro Nocchi - è la stella polare da guardare quando si intraprende questo percorso. Lo ricordiamo per le tante cose fatte, su tutte i cambiamenti importanti nelle periferie, per il mettere la persona al centro, che è stata la totalità per far fiorire tutto il resto. Per noi qui ogni anno c’è da fare un piccolo esame coscienza per vedere se quel che facciamo non è solo per noi ma per le persone e la comunità”.Luigi Petrosellli

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