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Lunedì, 15 Aprile 2024
DENUNCIATO

L'autore della lettera minatoria alla sindaca: "Scritta in un moto d'impeto, deluso per la chiusura del Bagnaccio"

L'uomo, un 67enne che frequentava il parco termale, è stato tradito dagli indizi lasciati sul web. Denunciato dalla Digos che ha perquisito la sua abitazione e sequestrato il pc

"La lettera alla sindaca? L'ho scritta in un moto d'impeto". Lo avrebbe detto ai poliziotti della Digos il 67enne autore della missiva minatoria anonima indirizzata alla prima cittadina di Viterbo. Nello scritto Chiara Frontini è stata insultata e apostrofata pesantemente e sono state augurate "gravi sofferenze" a lei e a tutta la giunta comunale: "Morite, almeno avremmo una sostanziale soddisfazione". Per finire con un "vaffanculo a te e i tuoi assessori, inutile sindaca".

Una lettera inviata il 12 febbraio all'indirizzo del Comune e arrivata il giorno dopo negli uffici di via Filippo Ascenzi 1. Ma Frontini ne sarebbe venuta a conoscenza solo la settimana successiva: il 21 febbraio. A quel punto la prima cittadina si è recata in questura e ha sporto denuncia contro ignoti facendo scattare le indagini.

A stretto giro gli agenti della Digos hanno individuato e identificato il mittente della missiva, ovviamente acquisita. Si tratta di un uomo di 67 anni, incensurato, romano ma residente a Viterbo. Non sarebbe legato a partiti, movimenti o associazioni ma sarebbe stato un utente abituale del Bagnaccio, deluso per la chisura dell'area termale. La lettera, infatti, si incentra proprio sulla mancata riapertura del parco.

Oltre alla serie di epiteti offensivi rivolti a Frontini, compariva anche un'esortazione all'amministrazione comunale a "rimediare entro l'anno", accompagnata da espressioni di minaccia. La difesa dell'area termale, la cui chiusura a dire dell'autore della missiva ha impedito al "90% dei frequentatori di curarsi in modo sostenibile", ha portato gli investigatori a orientare le indagini proprio sugli utenti del sito.

Attraverso la raccolta di una serie di indizi lasciati sul web, anche mediante la pubblicazione di precedenti comunicati dai contenuti simili, l'attenzione dei poliziotti si è concentrata proprio su un frequentatore abituale del Bagnaccio la cui posizione è stata segnalata alla procura di Viterbo.

Il pm Michele Adragna ha poi firmato un decreto di perquisizione domiciliare, che è stato eseguito dalla Digos a casa del 67enne con contestuale sequestro di alcuni supporti informatici di sua proprietà. "L'uomo - riporta la questura -, messo di fronte all'evidenza dei fatti, ha ammesso di essere l'autore della missiva, che ha scritto in un moto d’impeto utilizzando il suo computer presente nell'abitazione". È stato così denunciato. La sua posizione di indagato per il reato di violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario o ai suoi singoli componenti è stata messa al vaglio dell'autorità giudiziaria.

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