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LE INDAGINI

Lettera alla sindaca Chiara Frontini, individuato l'autore: indagato per minacce e oltraggio a corpo politico

I poliziotti della Digos hanno identificato il mittente della missiva minatoria. La prima cittadina: "Clima d'odio contro di me, ma non mi fermeranno"

Individuato e identificato l'autore della lettera anonima inviata alla sindaca di Viterbo Chiara Frontini. Si tratta di un uomo di 67 anni, romano ma residente nel capoluogo, a cui i poliziotti della Digos sono riusciti, a stretto giro, a dare nome e cognome dopo essere stati informati della missiva dalla stessa prima cittadina che, dal canto suo, aveva presentato denuncia contro ignoti. Al termine delle indagini gli agenti hanno inviato un'informativa di reato in procura, pm Michele Adragna, per minacce aggravate e oltraggio a corpo politico.

Nella lettera Frontini veniva insultata e apostrofata pesantemente e venivano augurate "gravi sofferenze" a lei e a tutta la giunta comunale: "Morite, almeno avremmo una sostanziale soddisfazione". Per finire con un "vaffanculo a te e i tuoi assessori, inutile sindaca". Il mittente non sarebbe legato a partiti o associazioni, ma sarebbe stato un utente del Bagnaccio. La missiva, infatti, si incentra proprio sulla chiusura e mancata riapertura del parco termale di strada del Garinei. "Il 90% delle persone che lo frequentavano andava per curarsi in modo sostenibile ma voi prediligete gli amici vostri ricchi e altrettanto bastardi", si legge.

La lettera, scritta al computer, risulta inviata il 12 febbraio all'indirizzo del Comune di Viterbo, via Filippo Ascenzi 1, e recapitata il 13. Ma la sindaca ne sarebbe venuta a conoscenza e avrebbe informato la Digos solo qualche giorno e in seguito all'altro atto che l'ha vista protagonista. Nella notte tra il 14 e 15 febbraio la sua auto, parcheggiata vicino casa, in via Garibaldi, è stata "agghindata" con tacchi a spillo e mutandine rosse, fogli di giornale sui vetri e cartellini con su scritto "non disturbare".

I due fatti non sono collegati tra di loro e hanno autori differenti. Ma la stessa Frontini li riconduce a "un clima d'odio nei miei confronti. Episodi che, a memoria, non sono mai accaduti nei confronti di un sindaco di Viterbo e che si sommano tra di loro. Registrazione e diffusione degli audio di riunioni a porte chiuse, denunce, la vandalizzazione della mia auto che si cerca di far passare come performance artistica: una giustificazione a cui non crede nessuno. Criticare l'amministrazione ed esprimere il proprio dissenso è legittimo. Ma non così, non arrivando a gesti simili".

Nonostante tutto, la prima cittadina tira dritto. "Io e la mia giunta non ci facciamo intimorire. Se dietro questi atti di disturbo c'è una cornice di strategia complessiva finalizzata a sfiancare l'amministrazione, questo intento fallirà senza ombra di dubbio. Anzi, sono segnali che ci dicono che stiamo andando nella direzione giusta. Stiamo lavorando tanto e sodo per il bene della città. E quando questo accade, sommato al fatto che non ci sono alternative in grado di contrastare la narrativa amministrativa e politica, si arriva a screditare la persona. Ma per quanto possano provare a infangare il nostro operato e le nostre persone, noi continueremo a lavorare per cambiare Viterbo. Non ci fermeranno".

Per la "gravissima lettera minatoria ricevuta", a Frontini è arrivata la "piena solidarietà" del presidente della Provincia Alessandro Romoli, "a nome personale e dell'intera amministrazione". "Gli insulti e le intimidazioni non possono e non devono in nessun modo sostituire la sana dialettica democratica e politica. Criticare l'operato della sindaca Frontini, come di qualunque altro amministratore del territorio, è un diritto sacrosanto dei cittadini, purché però le critiche rimangano sempre nel seminato del rispetto della legge e della dignità della persona. Non può invece esserci spazio per chi si nasconde vigliaccamente dietro una lettera minatoria, farcita peraltro da insulti gravi e indicibili. L'autore, o gli autori, della missiva, lungi dall'attirare l'attenzione su un tema specifico, hanno solo fatto del male alla democrazia e alla città di Viterbo. La Tuscia non è questo".

Lettera anonima alla sindaca Chiara Frontini

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