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Mercoledì, 12 Giugno 2024
IL DOLORE / Montalto di Castro

Un fulmine a ciel sereno la morte di Simone: due comunità sotto shock

Montalto di Castro e Canino profondamente colpite dal dolore per la morte improvvisa e prematura di Simone Di Ludovico, tanti i messaggi di affetto per il gigante dal cuore tenero

Sono due le comunità sotto shock per la morte di Simone Di Ludovico, il 44enne trovato questa mattina morto nella sua camera da letto. L'uomo era molto conosciuto sia a Montalto di Castro, dove viveva, che a Canino dove risiede parte della sua famiglia di origine. Una morte improvvisa che ha lasciato tutti sgomenti e nel più profondo dolore. Simone era conosciuto da tutti come una persona tranquilla e gentile, un gigante dal cuore tenero. L'uomo lascia oltre alla famiglia di origine, i genitori e un fratello, anche due figli in tenera età. Sono tantissimi i messaggi che in queste ore stanno letteralmente invadendo i social in ricordo dell'amico e i messaggi di cordoglio che stanno arrivando alla famiglia. 

Cosa è successo

E' stato trovato morto in casa Simone, oggi mercoledì 17 gennaio, nella sua stanza da letto. Non aveva risposto ai genitori e immediatamente è sopraggiunta la chiamata ai soccorsi che però hanno potuto fare ben poco se non contatarne il decesso.

Il ricordo dell'amico di infanzia

"Tra le costellazioni di miti della mia adolescenza c'è Simone, e la prima cosa che mi viene in mente se penso a lui è il suo spirito indomito ma buono nel corpo da gigante. Un senso di libertà selvaggia che mal sopportava compromessi, ma anche il calore di un cuore generoso. Ricordo l'ammirazione nella sua voce di quindicenne, quando raccontava di un amico scappato di casa nottetempo, per cavalcare senza meta nella Maremma. Non che Simone si facesse mancare i colpi di testa. Un outsider di natura, con cui la vita non è stata sempre leggera, ma il suo aspetto ti faceva pensare, allora, che avrebbe retto a qualunque botta. In campagna, sulla sua Polo e poi sul suo fuoristrada, simbolo della nostra voglia di esplorare, alla ricerca di storie forti e dell'esperienza autentica della vita, a contatto con la natura. Le passeggiate notturne al plenilunio, a Vulci, sono tra i momenti in cui ho fondato me stesso, e lì c'era Simone, anzi: senza di lui non sarebbe potuto accadere. Lui stesso, a modo suo forza della natura: nelle sue storie e nelle sue azioni c'era spesso una vertigine, un istinto verso scelte forti. Le merende metal in sala prove, i famosi "tre giorni" in caserma, i falò, l'Eremo, il suo diciottesimo, tutti gli slanci e i dolori della nostra crescita, condivisi senza filtri: ci sta una ragione se vivo nel presente, perché a ricordare queste cose, si spalancano troppi ricordi e si viene sopraffatti. La taglio qui, Simo sempre con me" scrive L.F amico di lunga data di Simone.

Gli amici

"Mi piace ricordarti così...forte e sempre pronto ad aiutare. Adesso riposati e veglia sui tuoi figli amico mio" D.H. scrive un altro amico. "Buon viaggio amico mio Simone Di Ludovico, che la terra ti sia lieve, ricordo le stupende serate Metal passate insieme, la scuola rimarrai sempre nei nostri cuori" scrive G. C. compagno di scuola. "Fiero di averti conosciuto. Non ho parole" scrive L.M un conoscente.

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