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CORTE DEI CONTI / Tuscania

Presunti appalti irregolari a Tuscania, dopo l'anticorruzione arriva anche la corte dei conti

Dopo l'intervento dell'Autorità nazionale anticorruzione anche la corte dei conti istituisce un procedimento istruttorio sulle attività di affidamento degli appalti di lavori, servizi e forniture da parte del comune di Tuscania

Presunte irregolarità nell'affidamento degli appalti di lavori, servizi e forniture a Tuscania, dopo l'Autorità nazionale anticorruzione arriva anche la Corte dei Conti. La comunicazione del nuovo procedimento istruttorio è contenuto in una delibera di giunta, la N° 202 del 13 dicembre 2023, in cui viene stabilità la necessità di predisporre gli atti necessari "all’autorizzazione all’assistenza legale in favore dell’ente nelle tematiche di cui alla nota prot. N. 20801 del 20 novembre 2023 pervenuta dalla Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale per il Lazio della Corte dei Conti, riguardante il procedimento istruttorio n. I00536/2021/MRO avviato presso questo Comune". 

I motivi del procedimento

Da quanto riportato nel documento di delibera di giunta, firmato sia dal primo cittadino che dal segretario comunale, "il procedimento istruttorio consegue a denunce datate 2021 che investono la materia trasversale dell’affidamento di contratti di appalto per lavori, servizi e forniture relativi al periodo 2016-2020 e riguarda ambiti di attività tra loro interdipendenti e riguardanti diversi centri di intervento e di responsabilità amministrativa connessi, quali: albo fornitori, criteri di determinazione prezzi, verifica requisiti di legge, iter procedurale eseguito". La trasversalità delle denunce presentate quindi "investe in senso lato l’intera macchina amministrativa". 

L'intervento dell'Autorità nazionale anticorruzione

L'intervento della Corte dei Conti arriva successivamente a quello dell'Autorità nazionale anticorruzione a distanza di poco meno di un anno. La denuncia  presentata a proposito delle presunte irregolarità sull'affidamento degli appalti "acquisita al protocollo dell’Autorità al n. 71592 del 04.10.2021" era indirizzata anche alle competenti Procure della Repubblica e della Corte dei Conti. In particolare ANAC ha chiesto conto al Comune di "affidamenti  effettuati nel 2019 in deroga alla legge per euro 301.664,57 oltre ad euro 322.782,16 impiegate in circa n. 57 affidamenti diretti di importo inferiore alla soglia di euro 40.000, per i quali era stato rilasciato dal sistema informativo dell’Anac un Codice Identificativo Gara Semplificato". Non solo, anche con riferimento alle successive annualità, sostiene sempre l'Autorità anticorruzione "la percentuale di affidamenti diretti complessiva è risultata assai significativa, considerato che nel 2020 erano stati direttamente affidati circa n. 50 lavori sotto la soglia di euro 40.000,00 per complessivi euro 370.449,98, a fronte di sole n. 3 procedure sopra la soglia di euro 40.000". Analogamente, nel successivo anno 2021 tale annualità è risultata caratterizzata dalla presenza di circa n. 31 affidamenti diretti di importo inferiore ad euro 40.000,00 (per i quali risulta preso uno SmartCIG), per complessivi euro 162.333,57, oltre a n. 3 affidamenti diretti effettuati secondo quanto disposto dall’art. 1, comma 2, lett. a) del D.L. n. 76/2020, per complessivi euro 241.793,82". In quella sede il Comune si era "difeso" attraverso alcune precisazioni sulle contestazioni

Il Sindaco

Fabio Bartolacci in seguito al primo intervento dell'Autorità nazionale anticorruzione aveva dichiarato quanto segue: "In questi giorni l'Anac ha effettuato dei controlli sulle modalità di affidamento di alcuni lavori riscontrando presunte irregolarità. Preso atto di quanto rilevato, abbiamo già invitato gli uffici ad attenersi alle norme che regolano la materia. Sarà nostra cura, per il futuro, prendere tutte le precauzioni necessarie del caso". 

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