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Mercoledì, 12 Giugno 2024
L'OPERAZIONE

Euro falsi venduti su Telegram, un arresto a Viterbo

I "clienti" avrebbero pagato in criptovalute. Ordinanza di custodia cautelare in carcere per quattro persone

Avrebbero venduto valuta e monete in euro contraffatte, anche all'estero, agendo tramite canali dedicati su Telegram e con la spedizione di plichi postali da diversi sportelli in tutta Italia. I clienti pagavano in criptovalute, Bitcoin e Monero, moneta digitale difficilmente tracciabile. Quattro le persone arrestate, sottoposte a misura cautelare in carcere come disposto dal gip di Napoli: una detenuta nel carcere di Mammagialla a Viterbo, due residenti in provincia di Brescia e una nel capoluogo partenopeo.

È questo l'esito di un'inchiesta diretta dalla sezione Criminalità economica della procura di Napoli e svolta dai carabinieri della sezione operativa di Napoli, della sezione Criptovalute del comando antifalsificazione monetaria, con il supporto dei comandi provinciali di Napoli e Brescia, il coordinamento internazionale di Europol e l'ausilio del servizio centrale investigativo austriaco.

L'indagine è scattata a gennaio 2022 su input del Servizio centrale investigativo austriaco, agenzia che aveva identificato un flusso di valuta in euro contraffatta dall'Italia verso l'Austria. Durante gli accertamenti e approfondimenti, sono stati monitorati e analizzati oltre 57mila messaggi su Telegram, che hanno permesso di de-anonimizzare e identificare i gestori del marketplace coinvolto, chiamato "Tanhus market", individuare altri tre canali di vendita e tracciare oltre 900 pagamenti in criptovalute per un controvalore di oltre 200mila euro. 

Le indagini hanno portato, in tempi diversi, ad arresti in flagranza di reato durante le operazioni di approvvigionamento di valuta falsa, avvenuti a Napoli in punti di distribuzione al Vasto e nei quartieri Mercato e Pendino. Ma anche di sequestrare oltre 100mila euro in monete e banconote false, indicizzate al Counterfeiting monitoring system della Banca centrale europea con classi di contraffazione, la cui produzione è attribuita al "Napoli group", e infine di identificare numerosi acquirenti, clienti dei Marketplaces su Telegram.

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