Domenica, 14 Luglio 2024
L'INDAGINE

Droga nel carcere di Teramo, 3 indagati detenuti a Mammagialla: perquisite le celle

L'indagine della polizia su un giro di spaccio nel penitenziario abruzzese è arrivata fino a Viterbo

Droga nel carcere di Teramo, tre dei quindici indagati sono detenuti a Mammagialla e le loro celle sono state perquisite. L'indagine dei poliziotti della questura del capoluogo di provincia abruzzese si è conclusa con otto arresti, sei dei quali hanno riguardato persone già detenute. I reati contestati alle otto persone raggiunte dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere sono, a vario titolo, spaccio di sostanze stupefacenti e accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione. 

L'indagine

L'indagine è partita a metà agosto dello scorso anno, quando un detenuto del carcere Castrogno di Teramo, di rientro da un permesso premio, ha avuto un malore e in ospedale è stato scoperto che nella pancia aveva circa 90 grammi di ovuli di cocaina. L'attività d'indagine avrebbe fatto emergere un sistema di spaccio al dettaglio di cocaina e hashish nel penitenziario teramano che sarebbe stato realizzato principalmente da alcuni appartenenti a un nucleo familiare di origini straniere, il cui punto di riferimento sarebbe stato un detenuto di Castrogno con la compartecipazione di altri che avrebbero dato vita ad attività di spaccio nel penitenziario teramano. L'indagine avrebbe fatto emergere che alcuni componenti della famiglia, dall'esterno, avrebbero organizzato, con l'ausilio di altri soggetti, l'ingresso dello stupefacente in carcere su disposizione del parente detenuto che, con l'aiuto dei complici, avrebbe provveduto a spacciare il tutto nel penitenziario. Il recluso avrebbe comunicato dal carcere con uno smartphone utilizzato anche da altri per comunicare con l'esterno.

Come la droga entrava in carcere

La sostanza stupefacente sarebbe stata fatta entrare tramite gli ospiti della struttura penitenziaria che, approfittando dei permessi, avrebbero nascosto la droga nel proprio corpo, inghiottendo gli ovuli o nascondendoli nell'ano. Altro metodo sarebbe stato quello di celare la droga nei pacchi inviati ai detenuti. Tramite l'indagine è stato ricostruito anche il sistema di pagamento dello stupefacente avvenuto, a quanto sembra, mediante ricariche Postepay effettuate dai familiari dei detenuti sulle carte nella disponibilità di eventuali complici.

I tentativi di far entrare la droga in carcere

A fine agosto 2023 nel carcere teramano un detenuto di rientro sarebbe riuscito a disfarsi di cinque grammi di hashish. A fine ottobre, invece, alla periferia di Teramo la polizia ha recuperato tre involucri con 220 grammi di cocaina interrati alla base di un albero nella disponibilità di un detenuto e dei presunti complici nel carcere, come sarebbe emerso da attività tecnica. A metà dicembre, infine, la polizia penitenziaria, su segnalazione della questura, ha controllato un pacco destinato a un detenuto, spedito dalla propria madre, con 53 grammi di cocaina. 

Misure cautelari e perquisizioni

Il giudice del tribunale di Teramo, su richiesta della procura, ha disposto nei confronti di otto persone, di cui sei già detenute per altra causa, la misura della custodia cautelare in carcere per spaccio di sostanza stupefacente con l'aggravante di aver commesso il fatto in carcere. Sono state eseguite anche delle perquisizioni nei confronti degli arrestati, nonché di altri sette indagati. Nel corso dell'operazione sono state perquisite le celle dei detenuti indagati, gli spazi da loro frequentati e le perquisizioni sono state estese anche ad altre carceri dove sono stati trasferiti alcuni indagati: tre uomini già reclusi a Teramo, tre reclusi al San Donato di Pescara, Viterbo e Roma Rebibbia e due residenti nel teramano. 

I sequestri

Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati un telefono cellulare, trovato in una cella a Teramo, due panetti di hashish di 50 grammi e Postepay e telefoni cellulari sequestrati nei domicili degli altri indagati. Inoltre, nel corso di altre perquisizioni nei confronti di altri due, residenti nella provincia di Chieti, sono stati sequestrati un involucro con 15 grammi di cocaina, materiale per il confezionamento dello stupefacente, 2mila 570 euro in banconote di vario taglio e cellulari. Altra perquisizione personale e domiciliare è stata eseguita nei confronti di uno straniero a Tortoreto (Teramo) che ha consentito di sequestrare sei grammi di hashish, 0,75 grammi di cocaina, 31mila 900 euro in banconote di vario taglio, due banconote da 50 euro verosimilmente false e altri telefoni cellulari.

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