rotate-mobile
Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca

Spaccio sul litorale, il boss Ismail Rebeshi condannato a 10 anni e 8 mesi: riforniva droga all'ingrosso

Pena definitiva dopo il rigetto del ricorso in Cassazione: le motivazioni della sentenza

Il boss Ismail Rebeshi condannato per aver fornito droga all'ingrosso per Roma sud. Per il 40enne albanese trapiantato nel capoluogo della Tuscia, in carcere per Mafia viterbese, pena definitiva di 10 anni e 8 mesi di reclusione e 32mila euro di multa per spaccio di stupefacenti.

L'operazione, della squadra mobile della Capitale, è stata chiamata Sottovuoto e ha visto undici indagati. Un gruppo criminale operativo sul territorio capitolino, con particolare riguardo alla zona sud del litorale: Ardea e Pomezia. Le indagini hanno interessato il periodo compreso tra maggio 2018 e giugno 2019. Partono con l'arresto di un 37enne italiano, trovato con oltre nove chili di marijuana in auto.

Operazione Sottovuoto-2

Gli approfondimenti hanno portato gli agenti a individuare il gruppo, composto da italiani e albanesi e con base ad Ardea, dedito al traffico di sostanze stupefacenti. A capo, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, ci sarebbe stato un albanese conosciuto con il nome di Lele, che a ogni trattativa di droga si sarebbe presentato armato di pistole con colpo in canna per suscitare terrore e timore. Il suo vero nome è Mariglen Mucaj, condannato a 7 anni di reclusione e 38mila euro di multa.

Durante le indagini la polizia ha individuato anche l'uomo dal quale Mucaj si riforniva: "Noto come Ermal, orbitante nella zona di Viterbo". Rebeshi, secondo gli inquirenti, avrebbe assicurato al gruppo notevoli disponibilità di qualsiasi tipo di droga, e sarebbe stata l'unica persone che Mucaj temeva essendo in grado di intimorirlo "Io stavo per spararmi con quello di Viterbo - afferma Mucaj durante un'intercettazione - per questo mi sono raffreddato".

Operazione Sottovuoto

Complessivamente è stata sequestrata una pistola semiautomatica, 30 chili di marijuana, oltre mezzo chilo di eroina, 37 grammi di hashish, nonché materiale per il peso e il confezionamento delle dosi. Rebeshi, in particolare, avrebbe ceduto, secondo l'accusa, 9,5 chili di marijuana, un quantitativo di droga non individuata dal valore di 21mila euro e 538 grammi di eroina. 

In primo grado era stato condannato a 16 anni di reclusione, poi ridotti a 10 anni e 8 mesi (con 32mila euro di multa) dalla corte di appello e confermati dalla Cassazione che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato tramite l'avvocato Roberto Afeltra.

Il difensore dell'imputato - si legge nelle motivazioni - era munito di regolare procura speciale. Detta procura non recava l'indicazione della pena e comunque non risulta aliunde che l'imputato la avesse rilasciata specificamente in relazione a una determinata pena già quantificata. A ciò si aggiunga che in sede di trattazione orale del processo la difesa dell'imputato ha sostenuto che all'udienza nel giudizio di appello era presente il sostituto del difensore il quale non era procuratore speciale, profilo questo del tutto nuovo rispetto a quanto articolato nel ricorso e come tale inammissibile". Da qui anche il pagamento delle spese processuali e di 3mila euro in favore della cassa delle ammende. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Spaccio sul litorale, il boss Ismail Rebeshi condannato a 10 anni e 8 mesi: riforniva droga all'ingrosso

ViterboToday è in caricamento