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SCANDALO IN COMUNE

Il marito di Frontini a Bruzziches: "Se voglio fare male capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e lo vado a colpire"

Il consigliere comunale rivela quanto detto durante una cena a casa sua, in presenza della sindaca, da Fabio Cavini: "Io sono la sua anima nera, a volte devo fare delle cose anche molto brutte". La prima cittadina Chiara Frontini e il marito sono stati querelati da Marco Bruzziches e dalla moglie Anna Maria Formini

"Noi quando vogliamo colpire o abbiamo qualcosa o la inventiamo. Se io voglio fare male capisco chi del tuo stato di famiglia è più debole e poi vado a colpire quella persona. Io sono la sua anima nera, a volte devo fare delle cose anche molto brutte a volte molto belle: sangue e merda". A parlare sarebbe Fabio Cavini, marito della sindaca di Viterbo Chiara Frontini. Parole che avrebbe detto durante una cena a casa di Marco Bruzziches, stando a una nota stampa diffusa nella tarda serata di martedì 12 marzo a firma dello stesso consigliere comunale, ex consigliere di maggioranza, e da sua moglie Anna Maria Formini.

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"Mi sono convinto a diffondere questo comunicato - spiega Bruzziches - in quanto da vario tempo mi riferiscono che sia la sindaca che alcuni consiglieri di maggioranza sono soliti fare battute, che non ho problemi a definire di cattivo gusto, circa la brutta e triste vicenda della quale sono stato oggetto, assieme alla mia famiglia, e che mi ha determinato a lasciare la maggioranza il 21 dicembre 2023".

Cronistoria

Per Bruzziches "è giunto il momento di precisare alcune circostanze", ma prima ricostruisce: "Sono stato eletto consigliere comunale nella lista “Viterbo cambia”, di appoggio all'attuale sindaco Frontini, alle elezioni del giugno 2022, poi confluito nel gruppo unico “Viterbo 2020” e mi veniva affidata la delega alla valorizzazione del patrimonio immobiliare del Comune di Viterbo. In esecuzione di tale incarico ho iniziato da subito ad assumere presso i competenti uffici informazioni utili per conoscere e comprendere le problematiche riguardanti il cospicuo patrimonio comunale e ho cercato di portare avanti, con grosso impegno di tempo e risorse, gli interessi contenuti nella delega assegnatami. Nel fare ciò ho sempre incontrato molteplici ostacoli sia nell'ottenere informazioni utili all'espletamento del proprio mandato da consigliere sia azioni da parte della giunta in ordine alle esecuzioni delle azioni necessarie al fine di valorizzare il patrimonio immobiliare comunale.

Il 5 luglio 2023 - prosegue Bruzziches - il presidente del consiglio Letizia Chatti ha rassegnato le proprie dimissioni e da quel momento si sono verificati una serie di avvenimenti che agli occhi del sottoscritto sono risultati incomprensibili. Nei due mesi successivi ha chiesto più volte alla sindaca sia il perché dell'assoluto immobilismo circa la gestione degli immobili di proprietà comunali sia le ragioni delle dimissioni della consigliera Chiatti. All'assenza totale di risposte, a settembre 2023 ho contattato Chiatti per avere chiarimenti circa le sue dimissioni e per comunicarle la mia intenzione di tornare nel gruppo consiliare “Viterbo cambia” e se fosse stata disponibile a entrare nel nuovo gruppo

Il giorno dopo - continua ancora Bruzziches - sono stato contattato telefonicamente dalla segretaria della sindaca la quale mi ha detto che Chiara aveva espresso la volontà di organizzare una cena a breve termine raccomandandosi che fosse presente anche mia moglie, che le suddette chiamano "la prof" in quanto docente di lingua spagnola di entrambe durante gli anni di liceo e che sottoscrive con me il comunicato".

La cena

Il racconto della cena fatto da Bruzziches. "La sera del 26 settembre alle 20,30 circa la sindaca e suo marito Fabio Cavini arrivano presso la mia residenza e ben presto la conversazione si focalizza sulle problematiche da me sollevate circa la gestione della delega affidatami ma soprattutto quali fossero i rapporti con la consigliera Chiatti, più volte descritta dai coniugi Cavini come la nemica numero uno della maggioranza.  

Nel corso della cena - aggiunge Bruzziches - è stato sollevato più volte da Cavini (alla presenza costante e continua di sua moglie, la sindaca Frontini) il tema di come lui intendesse “proteggere” la moglie sindaca e la maggioranza affermando letteralmente, con il costante ed evidente atteggiamento di approvazione e di supporto della sindaca, le seguenti e testuali affermazioni

"Mi devo sempre preoccupare per il domani, è uno dei miei compiti. E il domani è la tutela della maggioranza, prima di Chiara poi della maggioranza. Allora io, noi, quando vogliamo colpire o abbiamo qualcosa o la inventiamo. Ora proprio come fare non te lo dico e questo lo facciamo in casi estremi. No… questo a tua conoscenza. Non siamo dei principianti, se io voglio fare male capisco chi del tuo stato di famiglia ("Soprattutto se so che stai a fa'…", interviene la sindaca) è più debole e poi vado a colpire quella persona. O ce l'ha o gliela creo. Purtroppo io sono la sua anima nera ed è per questo che sono molto odiato, perché a volte devo fare delle cose anche molto brutte a volte molto belle ma purtroppo, come diceva appunto Rino Formica, ‘sangue e merda’. Quindi sappiamo come fare. Vedi… la Chiatti adesso è nella fase in cui riflettiamo, perché se lei non fa danni noi non reagiremo".

Sindaca e marito querelati

Bruzziches riporta anche la sua reazione e della sua famiglia. "Vi lascio immaginare cosa queste parole hanno scatenato in me e nella mia famiglia. A un primo momento di smarrimento è seguita una fase di preoccupazione e di timore per le sorti mie e soprattutto di mia moglie e dei miei due figli. Ma dopo un lungo periodo di repulsione nei confronti di tutto quello che riguardava il mio ruolo di consigliere, tanto che non ho partecipato ad alcuni consigli né a commissioni, è subentrato un senso forte di rispetto della legalità che mi ha determinato a proporre querela nei confronti della sindaca e di suo marito e ad abbandonare la maggioranza senza rimorso alcuno".

Questo - conclude Bruzziches - a chiarimento a chi continua a fare battute circa lo “stato di famiglia” e circa la scorrettezza di chi divulga e rende pubblici alcuni comportamenti che saranno gli organi interessati e competenti a deciderne la legittimità".

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