rotate-mobile
Domenica, 23 Giugno 2024
OPERAZIONE LYBRA

Frode fiscale e riciclaggio: sequestri per oltre 12,5 milioni di euro | FOTO e VIDEO

Provvedimento cautelare patrimoniale nei confronti di 42 persone fisiche e 39 persone giuridiche. Guardia di finanza in azione in 15 province, tra cui Viterbo, e in Romania

Maxi operazione della Guardia di finanza contro frode fiscale e riciclaggio: sequestri per oltre 12 milioni e mezzo di euro, anche nella provincia di Viterbo. È l'operazione Lybra. Provvedimento cautelare patrimoniale nei confronti di 42 persone fisiche e di 39 persone giuridiche, per un totale di 12 milioni 552mila 360,53 euro, in Italia e all'estero. I reati ipotizzati sono associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, alle indebite compensazioni, all'emissione di fatture per operazioni inesistenti, al riciclaggio e all'autoriciclaggio. Ad eseguire il provvedimento, emesso dal gip di Terni, oltre cinqunta militari della Guardia di finanza di Terni, con il supporto del servizio centrale Ico e dei reparti del corpo sub-delegati.

Operazione Lybra della Guardia di finanza-3

Sono stati individuati e colpiti da provvedimento complessi aziendali, beni e disponibilità finanziarie degli indagati nel territorio di Terni e di altre 14 province (Viterbo, Milano, Torino, Novara, Verona, Lucca, L'Aquila, Teramo, Roma, Napoli, Potenza, Catania, Sassari e Nuoro), nonché in Romania, con la collaborazione delle autorità giudiziarie tramite Eurojust.

Durante le indagini è stata ricostruita la posizione fiscale e finanziaria di diversi soggetti economici e persone fisiche, effettuata attraverso il monitoraggio dei flussi finanziari che ha portato alla ricostruzione della rete associativa criminale.

L'indagine è scattata da un controllo fiscale effettuato nei confronti di una società di consulenza tributaria e fiscale, formalmente residente a Roma ma operante effettivamente nel Ternano, che avrebbe svolto la funzione di "garante" nell'istituto dell'accollo tributario con il ruolo di intermediario tra il soggetto accollante e il soggetto accollato.

Operazione Lybra Guardia di finanza

La società di consulenza, mediante contratti di natura civilistica, avrebbe garantito la buona riuscita dell'operazione di compensazione di debiti erariali di molteplici contribuenti, sparsi su tutto il territorio nazionale, con crediti fiscali generati da società terze, fornendo anche la consulenza legale in caso di controllo dell'amministrazione finanziaria. "Dalle attività amministrative effettuate - spiega la Guardia di finanza - sono emersi, infatti, palesi anomalie in relazione della generazione del credito Iva vantato dalle società, rivelatesi mere cartiere e denominate tecnicamente "accollanti", atteso che risultavano per lo più prive della capacità economica e operativa atta a generare una esposizione creditoria di tale entità".

Il meccanismo fraudolento ricostruito sarebbe stato attuato attraverso la creazione di diverse società intestate a soggetti nullatenenti, privi di fonti di reddito certificate, al solo fine di generare ed esporre in dichiarazione un ingente credito d'imposta non giustificato dalla necessaria documentazione contabile. Il sodalizio si sarebbe avvalso di alcuni professionisti compiacenti che avrebbero attestato falsamente la genuinità delle dichiarazioni fiscali, mediante l'apposizione di visti di conformità non realmente comprovanti la realtà societaria.

Successivamente, il credito Iva sarebbe stato ceduto mediante la stipula di contratti d'accollo tributario, tra le società accollanti (società cartiera titolare del credito) e le accollate (società titolari del debito tributario) e una società garante. "Il contratto - sottolinea la Guardia di finanza - serviva a fornire simulatamente una giustificazione legale alle operazioni di compensazione".

Operazione Lybra della Guardia di finanza-2

L'accollante (società cartiera), che avrebbe generato il credito fittizio, tramite la società garante, avrebbe "versato" per conto del contribuente (accollato), reale debitore verso l'erario, l'Inps e l'Inail, le imposte dovute attraverso la presentazione di modelli F24 e percependo come compenso il 60/70 percento dell'imposta dovuta. Alcuni soggetti indagati, tramite società create in Romania, avrebbero emesso fatture per operazioni inesistenti che successivamente sarebbero state inviate in Italia che avrebbero utilizzato per bonificare all'estero i profitti illeciti derivanti dall'attività criminosa.

Informata la procura su quanto emerso dagli approfondimenti, i magistrati hanno disposto mirati accertamenti per raccogliere ogni elemento utile per ricostruire le condotte del reato di indebita compensazione di crediti inesistenti disponendo, tra l'altro, l’acquisizione della documentazione bancaria. "Dalle attività delegate - spiegano i finanzieri - sono emersi evidenti punti di connessione tra le indagini in corso da parte del nucleo Pef di Terni e le investigazioni condotte dal gruppo di Terni in materia di riciclaggio e/o reimpiego di capitali di illecita provenienza".

Sarebbe emerso che alcune delle disponibilità economiche frutto della presunta condotta illecita analizzata nelle indagini svolte dai militari del nucleo siano state impiegate, tra l'altro, per l'acquisizione di un deposito di prodotti petroliferi insistente su Terni del valore di 450mila euro. La procura ha poi disposto perquisizioni e il sequestro di documentazione nei confronti di 39 società. Sono stati individuati numerosi conti correnti e diversi beni immobili che sono stati sequestrati. Durante l'operazione sequestrati anche gioielli, orologi e accessori vari di altissimo lusso, titoli bancari e denaro contante in valuta euro ed estera.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Frode fiscale e riciclaggio: sequestri per oltre 12,5 milioni di euro | FOTO e VIDEO

ViterboToday è in caricamento