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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca Santa Barbara

In tantissimi per l'addio al "gigante buono" Cesare Cencioni: "La sua amicizia è stata gioia e bellezza"

Almeno 500 persone ai funerali del vicepresidente dell'Avis morto improvvisamente a 62 anni. Il feretro scortato dagli amici centauri

"Cesare ha vissuto con amore". Don Claudio Sperapani l'ha ripetuto più volte durante i funerali di Cencioni, il vicepresidente dell'Avis di Viterbo morto improvvisamente a 62 anni.

FOTOCRONACA | Funerali Cesare Cencioni

Cesare Cencioni-2

Nella chiesa di Santa Barbara i tantissimi che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene si sono stretti al dolore della moglie Paola, dei figli Eleonora e Federico, della madre Maria, della sorella Emanuela e dei nipoti per i quali stravedeva. Circa 500 le persone che gli hanno detto addio, tra amici, volontari e istituzioni.

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Don Claudio, nell'omelia, ha ricordato il Claudio figlio, fratello, marito, padre, amico e volontario. "Cesare era giusto e viveva da giusto", ha detto dall'altare. Colonna portante dell'Avis di Viterbo, era volontario anche della Croce rossa. A Viterbo lo conoscevano tutti e tutti sono ancora scossi per questa morte improvvisa e prematura. "La sua amicizia - ha sottolineato don Claudio - è stata gioia, verità e bellezza".

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In chiesa il feretro, con fiori rossi e bianchi, è stato piantonato da un rappresentante dell'Avis e della Croce rossa. Accanto alla bara la fiaccola Lux Rosae che ogni tre 3 settembre viene posta sulla macchina di santa Rosa Gloria. Cencioni era anche un "grande amico dei facchini", come ha ricordato il Sodalizio, che ha promesso un omaggio al 62enne la sera del prossimo 3 settembre.

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Ai funerali, tra i tanti, la sindaca Chiara Frontini, il presidente dell'Avis Luigi Ottavio Mechelli, della Croce rossa Marco Sbocchia, del Sodalizio dei facchini Massimo Mecarini. Presenti anche rappresentati dell'Esercito. Cencioni, infatti, era primo maresciallo luogotenente in pensione, nominato dal presidente Sergio Mattarella cavaliere dell'ordine al merito della Repubblica.

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Cencioni, ricordato in questi giorni per il suo altruismo e la sua bontà d'animo tanto da meritarsi l'appellativo di "gigante buono", è morto in casa nella notte tra giovedì e venerdì. Originario di Pianoscarano, per i funerali la famiglia non ha chiesto fiori ma offerte che poi saranno destinate all'Avis, l'associazione impegnata nella donazione del sangue.

Funerali Cesare Cencioni

All'uscita dalla chiesa il feretro è stato salutato con un lungo applauso e con il grido "Evviva Cesare!". È poi partito verso il cimitero di San Lazzarro, scortato dagli amici centauri. Cencioni aveva, infatti, la passione per le moto e di domenica era solito fare escursioni con il suo gruppo di motociclisti che lo hanno ricordato così: "Il suo cuore era rivolto sempre alla famiglia, ma era anche per i più deboli e si prodigava sempre per aiutare il prossimo. Durante le uscite domenicali ci proteggeva tutti, mettendosi in fondo al gruppo. Lo abbiamo visto sempre con il sorriso. Anche quando le cose non andavano per il verso giusto, il nostro gigante sorrideva. Purtroppo la vita non è stata clemente nei suoi confronti. Ci affidiamo a lui affinché ci protegga sempre dalle insidie della strada".

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