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L'ADDIO

L'ultimo abbraccio della città a suor Flora: "Grazie per il tuo amore". Donati gli organi

Al cimitero di San Lazzaro l'addio alla religiosa De Guglielmo morta dopo essere stata investita da un'auto. Per 40 anni ha insegnato al Merlini

Viterbo saluta suor Flora De Guglielmo, morta a 75 anni dopo essere stata investita da un'auto. Per quarant'anni ha insegnato all'istituto Merlini del capoluogo della Tuscia che oggi, insieme alla città, le ha dato l'addio al cimitero di San Lazzaro con una commemorazione celebrata da don Massimiliano Balzi con don Luca Scuderi. Nello stesso cimitero riposerà per sempre, nella cappella delle Suore adoratrici del preziosissimo sangue.

Suor Flora De Guglielmo

Suor Flora ha dedicato tutta la sua vita ai ragazzi e a opere di bene. Durata la cerimonia davanti alla chiesetta del cimitero sono state raccolte delle offerte che saranno destinate alla missione Villaggio della speranza in Tanzania a cui era molto legata.

FOTOCRONACA | L'addio di Viterbo a suor Flora De Guglielmo

Il feretro è stato accolto da tante persone con in mano fiori e palloncini colorati, anche a forma di cuore. È arrivato intorno alle 15,45 da Cisterna di Latina dove questa mattina, nella chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, sono stati celebrati i funerali. Nel comune in provincia di Latina suor Flora si era trasferita da alcuni anni nella comunità delle Suore adoratrici del preziosissimo sangue. 

Anche la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, rappresentata dalla consigliera Alessandra Croci, ha espresso il suo cordoglio. "È un lutto a cui partecipa tutta la città di Viterbo. Suor Flora è stata una maestra straordinaria, una docente profondamente stimata e amata dalla nostra comunità. Ha "cresciuto" e insegnato a centinaia di bambini con i quali stabiliva un legame didattico speciale, fatto di attenzione, spessore culturale e professionalità. Si è sempre distinta per la sua spiccata inclinazione all'innovazione didattica e per la sua sensibilità verso una scuola accogliente e inclusiva. Una donna determinata, una grande maestra e un'ottima coordinatrice. 

Suor Flora lascia un vuoto enorme nella nostra città. La sua conoscenza internazionale ha contribuito a renderla una suora moderna, con una visione ampia dell'insegnamento e del ruolo della scuola, luogo in cui i bambini dovevano apprendere e crescere con i valori del rispetto, della pace e della fratellanza. 

Suor Flora resta soprattutto una sorella per tutti noi, con un grande cuore all'interno del quale c'è stato posto per tanto amore per ognuno dei suoi bambini a cui donava quotidianamente affetto, cura e un sorriso gentile. Tutto ciò la renderà eterna nei cuori e nei ricordi di tutti noi".

Suor Flora era nata l'11 ottobre 1949 a Santa Paolina in provincia di Avellino. Ultima di cinque figli, si avvicina alla vita religiosa a soli 13 anni. La sua famiglia è emigrata negli Stati Uniti ma lei non l'ha seguita ricordando sempre come doloroso il distacco. Anche la madre è morta investita da un'auto sulle strisce pedonali, proprio come lei. Ha vissuto a Civitavecchia, a Roma in via Nomentana, a Velletri, Viterbo e Cisterna di Latina. Anche in Columbia per imparare l'inglese e poter così comunicare con la famiglia in America: un'esperienza che ha sempre ricordato come unica e irripetibile.

Le sue consorelle l'hanno ricordata come "estroversa, aperta, carismatica, dinamica, gioiosa ed entusiasta. Solare, donna forte e determinata, carica di spirito di iniziativa. Sapeva costruire relazioni durature nel tempo, era accogliente, sempre sorridente, ottimista e un punto di riferimento. Dal cuore generoso, donna forte, indipendente e vivace".

Don Massimiliano ha detto che "Viterbo non dimenticherà mai il suo piglio mentre camminava lungo viale Trieste e dove non la fermava nessuno". Poi l'invito a "portare nella nostra vita, anche in ottica educativa, la sua determinazione e forza. Suor Flora ha educato alla vita e lo ha fatto per tutta la sua esistenza".

Accanto al feretro, ricoperto di fiori e con davanti una foto della religiosa, c'erano ex alunni e genitori, consorelle e i suoi nipoti. "Zia Flora è stata il pilastro della nostra famiglia e delle comunità in cui ha vissuto dando sempre l'esempio. È stata lungimirante e ha abbracciato tutto ciò che la circondava. Sempre pronta all'avventura, ha sperimentato un vita piena. Ci lascia un'eredità di vita: amare e compiere atti di gentilezza".

Suor Flora è stata investita in via Merulana all'altezza dell'incrocio con largo Brancaccio, in pieno centro a Roma, venerdì pomeriggio. Stava per andare a prendere il treno per far ritorno alla casa religiosa.

Domenica, intorno alle 19, il suo cuore ha smesso di battere all'ospedale San Giovanni dove era ricoverata da due giorni. "Le sue condizioni di salute - riportano le consorelle - erano gravissime. Il personale medico ci ha permesso di starle vicino. Aveva una emorragia cerebrale devastante e inoperabile. È arrivata prima la morte cerebrale e poi quella della vita, che l'ha portata all'improvviso incontro con il Signore. I suoi organi sono stati donati: i suoi occhi, i suoi reni e il suo fegato ora continuano a esistere in altre persone a cui hai dato una nuova possibilità".

Suor Flora stava attraversando la strada sulle strisce pedonali quando, intorno alle 16 circa, un uomo di 35 anni di nazionalità filippina al volante di una Ford Kuga l'ha centrata in pieno sbalzandola per diversi metri dopo l'impatto. 

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