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(IN)SICUREZZA / Centro Storico

Vandalismo, furti e risse in centro: cresce la paura tra i residenti che chiedono telecamere e il vigile di quartiere

Gli ultimi eventi fanno salire la preoccupazione tra i residenti del centro storico, ma il problema ormai riguarda tutta la città: Viterbo è sicura?

Sette fatti di cronaca tra furti, vandalismo e risse in pieno centro, questo il bilancio del weekend da incubo appena trascorso. Una raffica di episodi che destano preoccupazione tra i residenti, i quali chiedono alle autorità di prendere delle contromisure efficaci. La deriva, però, non sembra cogliere di sorpresa la polizia, che già una settimana fa - a fronte dei ripetuti furti ad una sessantina di automobili - ha tentato di stemperare i toni, sostenendo come non ci fosse nessuna impennata di crimini in città. Un punto di vista che va a cozzare con quello della gente ed anche di una certa fetta di politica. 

Al netto delle parole, però, la situazione non è certamente delle più tranquille. Tra giovedì e domenica, solo nel centro storico, si sono registrati due furti acclarati, due tentati furti, un atto di vandalismo e una cruenta rissa. L’escalation è cominciata con il furto alla Cantina dei Papi in via Cardinal La Fontaine, con il responsabile che sarebbe già stato individuato grazie alle telecamere dell’attività. Nella stessa nottata, poi, sempre nella stessa via, un centro estetico è stato forzato senza che i malviventi portassero a termine l’opera. Sabato sera all’ora di cena, invece, stessa via ma qualche metro più avanti, è stata sfasciata la vetrina di una macelleria - chiusa da qualche tempo, riferiscono le autorità - per quello che sembra essere un atto vandalico totalmente gratuito. E, in quella che dovrebbe essere la nottata di svago per tutta la città, i criminali prima hanno sfondato la vetrina principale blindata di un bar a piazza Fontana Grande e poi si sono scatenati spostandosi verso Pianoscarano, dove hanno colpito un popolare studio dentistico ed un altro bar. Infine, domenica, a completare il quadro, una feroce rissa al Sacrario, che punta ancora una volta i riflettori sul problema delle baby-gang. 

Come detto, a questa serie aveva fatto da preambolo quella delle auto, finite nel mirino della criminalità viterbese per tre mesi. Una sequela di azioni che, secondo le indagini, sarebbe stata capillare ed organizzata. Mentre gli inquirenti stanno ancora cercando di capire se dietro ai 60 furti di volanti e computer di bordo si celasse una banda o un lupo solitario, ecco che arrivano altri fascicoli da analizzare. Sei in neanche tre giorni. Troppo, decisamente troppo per i residenti, che ora non si sentono più al sicuro. Oltre ad un aumento delle telecamere, richiesta che ormai si protrae da anni, ora la soluzione più gettonata sembra essere il vigile di quartiere, cavallo di battaglia del sindaco Chiara Frontini in campagna elettorale. La sequenza avvenuta in questo weekend da incubo potrebbe portare ad un’accelerata e a far approdare prima del previsto l’argomento in Consiglio comunale, dove si profila già uno scontro durissimo con la minoranza.
 

Ma i viterbesi chiedono di agire subito, senza perdersi in discussioni giudicate inutili a fronte di quella che, ormai, sembra essere una vera e propria emergenza, con il centro terra di nessuno. Nel frattempo, peró, sulla videosorveglianza urbana è arrivata una svolta: Palazzo dei Priori ha avviato le pratiche per richiedere un finanziamento ministeriale volto ad implementare le telecamere. Siamo attorno alle 50mila euro, 36mila qualora il Comune non dovesse ottenere l'okay del Mef e del Viminale.

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