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Michelangelo e i disegni della cappella Sistina in mostra a Viterbo

Il Museo dei Portici del Palazzo dei Priori di Viterbo accoglie la mostra dal 30 ottobre 2022 al 15 gennaio 2023

Il Museo dei Portici del Palazzo dei Priori di Viterbo accoglie, dal 30 ottobre 2022 al 15 gennaio 2023, la mostra "Michelangelo e la Cappella Sistina. I disegni di Casa Buonarroti in dialogo con Sebastiano del Piombo", nata da un'idea di Vittorio Sgarbi, Assessore alla Bellezza del Comune di Viterbo, curata da Cristina Acidini e Alessandro Cecchi, rispettivamente Presidente e Direttore della Fondazione Casa Buonarroti, prodotta e organizzata dall’Associazione MetaMorfosi in collaborazione con il Comune di Viterbo.

A raccontare il profondo e proficuo rapporto di stima e collaborazione che legò Michelangelo a Sebastiano del Piombo, saranno in mostra, oltre alla Flagellazione di Cristo, anche la Pietà di Sebastiano, dipinto a olio su tavola conservato nel Museo dei Portici, e una significativa selezione di disegni autografi di Michelangelo in prestito dalla Fondazione Casa Buonarroti grazie ai quali si può ripercorrere il lungo e complesso processo creativo che portò il maestro toscano a realizzare la decorazione della Cappella Sistina e del Giudizio Universale.

Fondazione Casa Buonarroti

In un passo famoso della Vita di Michelangelo Giorgio Vasari racconta, a testimonianza del suo desiderio di perfezione,  che l’artista, prima di morire a Roma nel 1564, volle bruciare "gran numero di disegni, schizzi e cartoni fatti da man sua, acciò nessuno vedessi le fatiche durate da lui et i modi di tentare l’ingegno suo, per non apparire se non perfetto".

Secondo quanto riportato dalla Fondazione: "Per fortuna, non pochi disegni di Michelangelo erano rimasti a Firenze, presso la famiglia, alla data della sua morte, e altri ne recuperò a Roma il nipote Leonardo il quale tuttavia, per esaudire i desideri collezionistici del duca di Toscana Cosimo I dei Medici gliene donò un buon numero, intorno al 1566, consegnando per di più nelle stesse mani la Madonna della scala, e quanto si trovava ancora nello studio di via Mozza, che l’artista aveva lasciato trent’anni prima, all’atto del suo trasferimento da Firenze a Roma".

Cinquanta anni dopo la morte del geniale artista, il pronipote Michelangelo Buonarroti il Giovane, si era premurato di allestire in alcune sale della casa di famiglia una piccola mostra. In seguito alcuni disegni furono restituti dalla famiglia De Medici e altri furono riacquistati a caro prezzo sul mercato romano dal proipote.

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