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Sabato, 13 Aprile 2024
OPERAZIONE EROSTRATO

Mafia viterbese, chiesti 24 anni e nove mesi per estorsione mafiosa

Attesa per la sentenza nei confronti di Manuel Pecci, Emanuele Erasmi e Ionel Pavel

Operazione antimafia Erostrato, chiesti 24 anni e nove mesi di reclusione per i tre a processo con il rito ordinario davanti al tribunale di Viterbo. Gli imputati sono Manuel Pecci, Emanuele Erasmi e Ionel Pavel, accusati di essere concorrenti in alcuni reati fine nell'ambito dell'organizzazione mafiosa sgominata nel 2019 e capeggiata da Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi.

Le richieste di condanna

Per Pecci, parrucchiere viterbese di 32 anni, ed Erasmi, artigiano 56enne ex titolare di una falegnameria a Bagnaia, la Dda ha chiesto una condanna a sette anni e mezzo di reclusione e 8mila euro di multa ciascuno. Per Pavel, 38 anni, l'operaio di origini romene di Canepina considerato il tuttofare del clan, invece, sono stati chiesti nove anni e nove mesi di reclusione e 7mila euro di multa. Tutti accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso, ad eccezione di Pavel a cui viene contestato anche il danneggiamento.

Attesa per la sentenza

È passato quasi un anno dalle richieste del pm Fabrizio Tucci, che ha coordinato le indagini dei carabinieri con il collega Giovanni Musarò. L'ultima udienza risale al 4 febbraio. Il processo ha poi subito una serie di rinvii, ma per oggi è prevista un'udienza fiume che inizierà con le arringhe dei difensori (avvocati Carlo Taormina, Fausto Barili, Giuliano Migliorati e Michele Ranucci), proseguirà con l'eventuale replica del pm e terminerà con la sentenza del collegio dei giudici.

Sei parti civili

Al processo si sono costituite sei parti civili. Il comune di Viterbo, l'associazione antimafia Caponnetto e Sos impresa. Ma anche il carabiniere Massimiliano Pizzi a cui è stata incendiata l'auto per vendetta, l'imprenditore Fabio Chiovelli, titolare della discoteca Theatro, sul cui ingresso sono state appese teste mozzate di agnello e di maiale a mo' di avvertimento, e l'imprenditore romeno Ion Lazar che proprio al Theatro organizzava serate di ballo per stranieri bruscamente interrotte dalla banda di Trovato e Rebeshi perché il secondo voleva il controllo esclusivo del settore.

Le altre condanne

In tredici sono stati arrestati il 25 gennaio 2019 nel blitz dei carabinieri. Per il processo di loro hanno scelto riti alternativi e, ad eccezione dell'unica donna italiana, Martina Guadagno, assolta in appello, sono stati condannati fino al secondo grado. Le pene più pesanti per Trovato e Rebeshi, rispettivamente 12 anni e nove mesi di reclusione più 13mila 400 euro di multa e dieci anni e undici mesi e 9mila 500 euro di multa.

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