LA POLITICA VISTA DA PALAZZO

L'INTERVISTA | Marco Marrone racconta il "Day after" Berlusconi di Forza Italia

Il Consigliere di Ministro per il governo Berlusconi racconta previsioni, retroscena e "mal di pancia" del partito dopo la morte del suo fondatore

Un partito che ha visto la luce all'inizio degli anni '90 "Forza Italia", salito immediatamente alla ribalta grazie alla fama del suo fondatore: Silvio Berlusconi. Un eredità difficile da raccogliere quella della guida del partito, dopo la morte di Berlusconi, che vede proprio all'inizio della sua vita gli anni della ribalta. Del resto si sa, in Italia le novità piacciono, il M5S docet. Già nel 1994 la formazione di Forza Italia vince al nord con la Lega Nord e nel resto d’Italia con il Movimento Sociale Italiano guidato da Gianfranco Fini. Il primo governo Berlusconi, lo ricordiamo, ha vita breve e finisce a dicembre dello stesso anno in seguito al ritiro dell'appoggio della Lega. Berlusconi non molla e ci riprova qualche anno dopo, nel 2001, con la coalizione di centrodestra "Casa delle Libertà".

 Nasce il governo Berlusconi bis, seguito dal terzo governo Berlusconi nel 2005. Solo un anno dopo il testimone passa a Romano Prodi, ma il presidente si reinventa e crea il "Popolo della Libertà" insieme a Gianfranco Fini. Il quarto governo Berlusconi non si fa attendere e arriva nel 2008, con la coalizione formata da Pdl, Lega e Movimento per l’autonomia. La corsa politica finisce nel novembre 2011, quando l’Italia è stretta nella morsa di una grave crisi finanziaria, in quell'anno tutti hanno imparato cosa fosse lo spread. 

Berlusconi rassegna le dimissioni, arriva il governo tecnico di Monti. Nel 2013, dopo varie "manovre" e sotto la guida alla Presidenza del Consiglio di Enrico Letta, viene rifondata Forza Italia, si torna quindi agli albori. La morte di Silvio Berlusconi lascia tanti punti interrogativi sul futuro politico della coalizione e della guida del partito. Marco Marrone, Consigliere di vari Ministri proprio per il governo Berlusconi e vicino agli ambienti di Forza Italia, racconta nella seguente intervista in esclusiva a ViterboToday , retroscena, previsioni e "mal di pancia" dell'attuale formazione forzista

Dottor Marrone, Lei conosce bene il mondo della politica dall'interno, quali sono i risvolti che seguiranno nell'immediato alla morte dell'ex premier Silvio Berlusconi negli ambienti di Forza Italia? 

Il presidente Berlusconi ci aveva abituati a pensarlo immortale, “mi consenta” questo incipit, perché credo che sia un po’ il pensiero di tutta la gente che in Lui
vedeva non solo l’illuminato e fine statista politico, l’industriale di successo, ma anche un guerriero affamato di vita; vita vissuta a 36uno gradi.
La Sua dipartita da questa vita, ovvio che non solo ha lasciato un vuoto istituzionale, che difficile se non impossibile sarà colmare, ma ha disorientato tutti gli ambienti  “berlusconiani”; mi riferisco a quelli politici di strettissima appartenenza perché è solo quando si spegne la luce, peggio mi sento se improvvisamente,ci si accorge di quanto sia brutto il buio. Forza Italia,  “mi consenta” utilizzare un’espressione che in questo periodo sta andando di moda a Palazzo, “sta tenendo botta”, certo è che per capire cosa accadrà e, cosa potrebbe divenire Forza Italia, siamo obbligati ad attendere il corso del tempo.

Cosa ne pensa dell'elezione di Antonio Tajani quale segretario di partito? E' una figura sufficientemente autorevole per cambiare le sorti della politica, se non altro all'interno della coalizione?
L’on Antonio Tajani, da tempo coordinatore nazionale di Forza Italia, è stata la persona che per diritto di ruolo all’interno della compagine elettiva dei delegati del Congresso nazionale, ha ricevuta l’elezione scontata, “mi consenta” la banale affermazione, a divenire Segretario nazionale del Partito.
Personalmente non riconosco all’on. Tajani quella caratura politica per poter cambiare addirittura le sorti della nostra “casta et meretrix” ( non me ne voglia il
Santo d’Ippona) politica: politica nostrana che è in continuo cambiamento e, a tal senso, credo piuttosto che avremmo bisogno di un “velocista” per stare dietro ai cambiamenti/mutamenti politici.  All’on. Tajani riconosco le doti del bradipo sornione nazional popolare.

Lei ha ricoperto più volte il ruolo di Consigliere Politico per diversi ministri durante "l'era"  Berlusconi: cosa è cambiato in Forza Italia dagli albori ad oggi? Che eredità ha lasciato l'ex Premier?
In Forza Italia, dal quel quasi lontano 1993, sono cambiate e modificate tantissime cose, ovviamente, poiché qualcuno (Lavoisier) ci ricorda con le sue
formule della chimica moderna, che “tutto si trasforma, nulla si crea”. Adesso però mi lasci essere un poco scontato e banale: sono cambiate le persone, gli stili di vita, certi ragionamenti, alcuni modi di intendere il concetto liberale cosi come lo aveva intuito ed evangelizzato il Presidente Berlusconi, con tutto ciò che ne consegue, positivamente e negativamente, da ogni cambiamento. Certo è, che il tricolore era e sarà sempre presente nel logo del Partito, cosi come credo anche il nome completo. Si possono lasciare, a mio parere, due tipologie di eredità… ragionando a largo spectro; quella morale e, quella materiale. Sono invece alquanto scettico sulla possibilità di lasciare ai posteri un “erede”, ricordiamoci che stiamo parlando di erede politico.Questo mio scetticismo, fonda le sue basi su una teoria che trova riscontro, a mio avviso, su un certo pensiero che gli americani hanno sulla successione politica presidenziale. Un esempio per tutti Bush padre, figlio ecc ecc. Pertanto il Presidente Berlusconi, tornando a noi, ha lasciato al Popolo delle Libertà, l’eredità più difficile da portare avanti; il concetto di liberismo vero, quel pensiero di libertà sancito garantito e protetto dalla nostra Carta del ’48, Pensiero liberale per il quale si è battuto fino alla fine dei suoi giorni; pensiero liberale che non è da confondersi con il principio “faccio quello che mi pare”, no affatto. Pensiero liberale, che mi garantisce la possibilità di esprimermi a tutto tondo, senza essere tacciato di qualsivoglia colpa; di poter professare qualsiasi espressione religiosa senza dover essere additato alla Savonarola maniera, e cosi via…

Chi prenderà in mano l'eredità del Cavaliere, ma soprattutto chi secondo Lei sarebbe davvero in grado di risollevare le sorti del partito concretamente?
Vede, l’uomo Silvio Berlusconi aveva capito che ogni persona è sempre utile, qualche volta necessaria e raramente anche indispensabile. Con questa sua
filosofia, affrontava ogni giorno le sfide dei tempi; per Lui il concetto “si vince insieme, si impara insieme” era il primo comandamento. Per Lui la “squadra”, fare “squadra”, avere una “squadra”, erano gli elementi essenziali per scendere in campo, ma poi da buon illuminato fuori classe, l’ultima parola era sempre la
Sua (e menomale). Dico questo perché non credo che mai ci potrà essere all’interno della sfera politica forzista, una sola persona che potrà colmare il vuoto
che ha lasciato il Presidente Berlusconi.

Qualche malizioso vocifera di scaramucce di potere tra Tajani e Ronzulli. Lei che ne pensa?
Dentro ogni famiglia, la convivenza è sempre una prova, a volte la stessa, purtroppo, diventa un sacrificio. I caratteri, i modus pensandi, agendi, ovviamente non possono essere uguali per tutti; pazienza e sopportazione secondo me, dovrebbe essere la primaria regola di ogni “convivenza”. Quando però viene a mancare la volontà di andare avanti insieme, credo sia più intelligente mettere la parola fine alla “convivenza”.

I Moderati resteranno a guardare o approfitteranno dell'occasione?
Sa come li vedo? Parcheggiati in doppia fila con le quattro frecce accese, al momento giusto ovvero appena uscirà un posto, faranno immediatamente
manovra per parcheggiarsi.

C'è un augurio che vuole fare a Tajani e in generale al gruppo FI?
“Mi si consenta” prendere in prestito una duplice espressione che San Giovanni Paolo II, ebbe a dedicare e rivolgere al clero romano ricevuto in una
udienza speciale presso il Vicariato in Urbe: “VOLEMOSE BENE E DAMOSE DA FA”.

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