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EX BANDA DELLA MAGLIANA

Narcotraffico, due viterbesi nella rete di Marcello Colafigli | VIDEO

Arrestati un 50enne di Ronciglione e uno straniero che vive a Carbognano: i nomi e il ruolo che avevano nel gruppo

Due 50enni, uno di Ronciglione e l'altro che vive a Carbognano, nella rete di Marcello Colafigli, figura storica dell'ex Banda della Magliana arrestato a 70 anni con l'accusa di essere a "capo e promotore" di un giro di spaccio di droga nonostante fosse in semilibertà. Direzione distrettuale antimafia e carabinieri hanno ricostruito "un'importante rete di contatti con narcotrafficanti internazionali in Colombia per l'approvvigionamento della cocaina e in Spagna dell'hashish", mantenendo rapporti con esponenti della 'ndrangheta, della camorra, della mafia foggiana e con albanesi inseriti in un cartello narcos sudamericano.

Il 50enne di Ronciglione è Mauro Fioravanti, da ieri ai domiciliari. "Il coinvolgimento nel tentativo di importazione di un ingente carico di cocaina e i suoi contatti con soggetti di assoluto rilievo criminale rivelano - scrive il gip Livio Sabatini - una capacità delinquenziale non trascurabile e rendono necessaria l'applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari per prevenire il concreto rischio di reiterazione di reati analoghi". In carcere, invece, Naser Xhylani, straniero che vive a Carbognano con almeno un paio di alias e più di un soprannome: Sud, Leon, Ramon, Patriota. "La personalità dell'indagato, lo stabile inserimento nel traffico degli stupefacenti e l'attitudine criminale rendono necessaria - afferma il gip - l'applicazione della misura della custodia cautelare in carcere". Per il giudice delle indagini preliminari c'è il rischio della "reiterazione di reati, nonché il concreto pericolo di fuga all'estero, attesi i contatti con l'Albania".

Naser Xhylani, insieme a due albanesi, avrebbe fatto soprattutto da "intermediario dell'organizzazione con i fornitori colombiani". In un'intercettazione dice: "Stiamo con il cartello del Gordo, è il cuore della Colombia". Si trova in località Turbo, nella provincia di Medellin, da cui il carico di cocaina, nascosto tra frutta e verdura, avrebbe impiegato circa 25 giorni per arrivare. Xhylani sarebbe stato intermediario, in particolare, per "l'acquisto di un ingente quantitativo di cocaina, ammontante a 30 chili, destinato allo spaccio. Sostanza da importare in Italia dalla Colombia mediante il trasporto in un container avente destinazione i porti di Gioia Tauro o Napoli. Importazione poi non realizzata per la perdita della somma di 200mila euro destinata ai fornitori".

Del "trasferimento dei 200mila euro in contanti su conti corrente bancari con i quali alimentare carte di pagamento da spedire in Colombia al fornitore della sostanza stupefacente" se ne sarebbe dovuto occupare Mauro Fioravanti insieme al cugino Salvatore Princigalli, detto "Pinocchio", di Rignano Flaminio. Questi i "patti illeciti concordati", che Fioravanti 'rompe' facendo sparire i soldi e utilizzandoli "per saldare debiti personali". E rischia grosso, finendo per diventare vittima di estorsione insieme al cugino. Subiscono, infatti, "gravi e reiterate minacce" dai collaboratori di Colafigli per costringerli a "restituire la somma di 200mila euro precedentemente loro affidata per riciclarla".

"Si è inventato che è bloccato il conto. Sono tre giorni che lo stiamo prendendo per il collo, per non fargli male perché dobbiamo recuperare i soldi. Dopo gli facciamo male", si sente dire in un'intercettazione dai sodali che poi lo minacciano di mandargli a fuoco il bar che gestisce a Roma se non tira fuori i soldi. Il 50enne, terrorizzato, va dai carabinieri e sporge denuncia.

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