rotate-mobile
IL CASO / Grotte di Castro

Moria di folaghe al lago di Bolsena, gli esperti: "Non è aviaria". Ma è ancora giallo sulle cause

Esclusa l'ipotesi peggiore, l'Istituto zooprofilattico continua a indagare sulle possibili cause che hanno portato alla morte di 17 folaghe a Grotte di Castro

Non è stata la temutissima aviaria a uccidere le folaghe al lago di Bolsena. A stabilirlo è l'Istituto zooprofilattico del Lazio e della Toscana, che aveva preso in carico le 17 carcasse degli uccelli rinvenute circa due settimane fa su una porzione di spiaggia a Grotte di Castro. A ritrovare i corpi senza vita dei pennuti erano stati alcuni cittadini, i quali avevano immediatamente avvertito i veterinari della Asl. Questi ultimi hanno inviato il tutto all'Istituto zooprofilattico, come prevede il protocollo in questi casi, per le analisi di controllo, dalle quali è emerso che la causa dei decessi non sarebbe l'influenza che colpisce i volatili.

Ma se non è stata l'aviaria, chi o cosa ha causato la morte di questi 17 esemplari? Al momento, esclusa la pista dell'epidemia, restano in piedi le altre ipotesi, con la più pesante - ma anche più remota - che è quella dell'avvelenamento. A screditare questa evenienza, tuttavia, sarebbe il fatto che le altre specie presenti nella zona, su tutte i cigni, non avrebbero subito effetti simili a quelli subiti dalle folaghe. Secondo voci che girano sui social e tra i cittadini del paese, però, altre carcasse di folaga sarebbero state rinvenute in altre zone del lago di Bolsena e, a infittire il mistero, ci sarebbe una minore presenza di anatre nelle acque. In ogni caso, l'Istituto zooprofilattico sta continuando a condurre tutti gli approfondimenti per risalire alle cause della moria di folaghe.

Non è da escludere, a questo punto, che i 17 pennuti trovati a Grotte di Castro possano essere morti dopo essersi impigliati nelle reti da pesca a strascico lasciate da pescatori distratti sulla spiaggia. È comunque una buona notizia che non sia stata l'aviaria a ucciderle, anche perché la Tuscia resta un territorio ad alto rischio di diffusione dell'epidemia. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Moria di folaghe al lago di Bolsena, gli esperti: "Non è aviaria". Ma è ancora giallo sulle cause

ViterboToday è in caricamento