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Giovedì, 29 Febbraio 2024
DELITTO IN CARCERE

Omicidio a Mammagialla, l'ultima telefonata di Salvaggio alla moglie: "Era tranquillo e sereno"

La vedova e i figli del 49enne strangolato dal compagno di cella distrutti dal dolore. Oggi l'autopsia e l'interrogatorio di garanzia per il 21enne indagato per il delitto

Omicidio a Mammagialla, alla moglie l'ultima telefonata di Alessandro Salvaggio dal carcere. Il 49enne strangolato dal compagno di cella e la vedova si sono sentiti per l'ultima volta intorno alle 10 di martedì 19 dicembre, poche ore prima del delitto avvenuto alle 22,05 dello stesso giorno. Dalla cornetta del telefono Salvaggio sarebbe apparso come sempre: tranquillo e sereno, e non avrebbe fatto alcun cenno a problemi o tensioni con il proprio compagno di cella.

Per la famiglia, quanto avvenuto martedì sera tra le mura del penitenziario viterbese, è stata una "tragedia inaspettata". Anche perché Salvaggio avrebbe sempre detto di aver "un buon rapporto" con quello che è poi diventato il suo assassino. La moglie così come i due figli di 23 e 24 anni, assistiti dall'avvocato Giacomo Luca Pillitteri, vengono descritti "distrutti dal dolore".

Questa mattina il 21enne bulgaro Krasmir Tsvetkov, indagato per l'omicidio, comparirà davanti al gip del tribunale di Viterbo per l'interrogatorio di garanzia. Mentre sul corpo del 49enne sarà eseguita l'autopsia. Intanto proseguono le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo, con la collaborazione della polizia penitenziaria, coordinate dal pm Massimiliano Siddi. Al momento gli investigatori ipotizzano, tra l'altro, che alla base del delitto ci sia stato un debito tra i due detenuti.

Un omicidio avvenuto nel silenzio quello di Salvaggio. Nessuno a Mammagialla si sarebbe accorto di quella lite, scoppiata tra i due nel reparto di detenuti comuni, poi degenerata in aggressione e finita in tragedia. A lanciare l'allarme è stato lo stesso 21enne. "Ho fatto una cazzata - avrebbe urlato all'agente di turno -, ho stretto le mani al collo del mio compagno di cella e non lo sento più respirare". A quel punto il personale di polizia penitenziaria e quello sanitario si precipitano nella cella, ma per il 49enne non c'è stato nulla da fare. Stando ai primi accertamenti, sarebbe morto per asfissia dopo essere stato strangolato a mani nude.

Sia per Salvaggio che per Tsvetkov il fine pena era previsto per il 2026. Il secondo era in carcere per reati contro il patrimonio e negli ultimi tre anni è stato recluso in quattro istituti, l'ultimo quello di Viterbo. Salvaggio, invece, un lungo passato trascorso in cella per droga, stava scontando a Mammagialla poco più di due anni per evasione. Venne trovato in Germania in seguito a una condanna diventata definitiva. Su di lui pendeva un mandato di cattura internazionale. Commerciante siciliano, era nato a Mazzarino in provincia di Caltanissetta ma era residente a Barrafranca (Enna).

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