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Sabato, 13 Aprile 2024
DELITTO IN CARCERE

L'omicidio a Mammagialla avvenuto nel silenzio. Il detenuto che ha strangolato il compagno di cella: "Correte, ho fatto una cazzata"

Alessandro Salvaggio ucciso per un debito secondo le prime indagini dei carabinieri. Domani l'autopsia. Chi sono vittima e assassino

Un omicidio avvenuto nel silenzio quello di Alessandro Salvaggio, il detenuto di 49 anni ucciso a Mammagialla dal compagno di cella. Nessuno nel carcere di Viterbo si sarebbe accorto di quella lite, scoppiata tra i due nel reparto di detenuti comuni, poi degenerata in aggressione e finita in tragedia.

Come denuncia Daniele Nicastrini, segretario regionale dell'Uspp, l'Unione sindacati di polizia penitenziaria, è "troppo poco un agente per centinaia di detenuti nei turni serali e notturni" e ciò "non permette alcun livello di sorveglianza, facendo venire meno ogni possibilità di intervento in casi come il gravissimo fatto di martedì sera". Nicastrini parla di "serio problema, che può portare anche alla morte. E le responsabilità - afferma - non sono le nostre". Da qui la richiesta a "trovare urgenti misure di supporto per frenare questo declino".

A lanciare l'allarme, alle 22,05 del 19 dicembre, è stato lo stesso omicida, il 21enne bulgaro Krasmir Tsvetkov. "Ho fatto una cazzata - avrebbe urlato all'agente di turno -, ho stretto le mani al collo del mio compagno di cella e non lo sento più respirare". A quel punto il personale di polizia penitenziaria e quello sanitario si precipitano nella cella, ma per Salvaggio non c'è stato nulla da fare. Stando ai primi accertamenti, sarebbe morto per asfissia dopo essere stato strangolato a mani nude.

Conferme a questa ricostruzione potranno arrivare solo dall'autopsia, fissata per domani, e dalle indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo coordinati dal pm Massimiliano Siddi. I militari, anche con il reparto che si occupa degli accertamenti tecnico-scientifici e con il contributo della polizia penitenziaria, sono già entrati a Mammagialla per un sopralluogo finalizzato alla cristallizzazione della scena del delitto e per raccogliere elementi utili a far luce su quanto avvenuto. Al momento gli investigatori ipotizzano, tra l'altro, che alla base dell'omicidio ci sia stato un debito tra i due detenuti.

Dal Garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasia, alla famiglia Salvaggio parlano tutti di "tragedia inaspettata". "L'autore del fatto - riporta Anastasia - non ha una valutazione clinica che potesse in qualche modo far presagire quanto accaduto. Anzi, aveva un rapporto molto buono con la vittima". Per entrambi il fine pena era previsto per il 2026. Tsvetkov era in carcere per reati contro il patrimonio e negli ultimi tre è stato recluso in quattro istituti, l'ultimo quello di Viterbo.

Salvaggio, invece, un lungo passato trascorso in cella per droga, stava scontando a Mammagialla poco più di due anni per evasione. Venne trovato in Germania in seguito a una condanna diventata definitiva. Su di lui pendeva un mandato di cattura internazionale. Commerciante siciliano, era nato a Mazzarino in provincia di Caltanissetta ma era residente a Barrafranca (Enna). Lascia la moglie e due figli di 23 e 24 anni che, informati della tragedia dal personale del carcere viterbese dieci minuti dopo la mezzanotte tra il 19 e 20 dicembre, si sono rivolti all'avvocato Giacomo Luca Pillitteri per essere rappresentati.

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