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Lunedì, 15 Aprile 2024
Cronaca

Detenuto morto a 21 anni, chiesta la condanna per l'ex direttore di Mammagialla e due agenti della penitenziaria

La richiesta di pena, in seguito al decesso di Hassan Sharaf, trovato impiccato in cella d'isolamento, per Pierpaolo D'Andria e due poliziotti, tra cui il comandante della penitenziaria di Viterbo

Morte del detenuto Hassan Sharaf, chiesta la condanna dell'ex direttore di Mammagialla e di due agenti della penitenziaria. Tutti e tre hanno scelto di essere giudicati col rito abbreviato, che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena.

La richiesta di condanne

Il sostituto procuratore generale Tonino Di Bona (le indagini sono state coordinate dalla procura generale di Roma) ha chiesto 12 mesi di reclusione per Pierpaolo D'Andria, ex direttore del carcere, e otto mesi ciascuno per il comandante della polizia penitenziaria Daniele Bologna e per l'agente Luca Floris. Il primo deve rispondere di omicidio colposo e omissione di atti di ufficio, mentre i due poliziotti solo di omissione di atti d'ufficio per il mancato trasferimento di Sharaf in un carcere minorile.

L'udienza di ieri

Ieri, 16 novembre, la terza udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Viterbo Savina Poli. Ha discusso sia la pubblica accusa che le parti civili. Parti civili sono i familiari di Sharaf: la madre, la sorella e il cugino. Il detenuto egiziano 21enne è morto dopo essersi impiccato nella cella di isolamento. Era fine luglio 2018. Neanche due mesi dopo, a inizio settembre, sarebbe tornato in libertà.

L'udienza precedente

All'udienza precedente, a inizio ottobre, è stata accolta la citazione quali responsabili civili del ministero della giustizia e della Asl per i tre imputati per omicidio colposo per cui si procede con il rito ordinario. Vale a dire i medici del reparto di medicina protetta di Belcolle Roberto Monarca (responsabile) ed Elena Niniashvili e il poliziotto della penitenziaria Massimo Riccio (responsabile della sezione di isolamento). Ascoltati per ore, invece, i tre che hanno chiesto l'abbreviato: solo l'ex direttore di Mammagialla D'Andria ha parlato per circa quattro ore.

Le prossime udienze

Si torna in aula il 7 dicembre per le arringhe dei difensori di D'Andria, Bologna e Floris. L'11 gennaio, invece, udienza dedicata ai tre imputati per cui si procede con il rito ordinario. Infine il 22 febbraio la camera di consiglio per decidere sia i tre riti abbreviati, sia l'eventuale rinvio a giudizio degli altri tre imputati. 

Le indagini

Sulla vicenda di Sharaf la procura di Viterbo aveva aperto un'inchiesta per istigazione al suicidio che ha poi archiviato. Gli avvocati della famiglia del giovane hanno ottenuto, però, la riapertura del caso e l'avocazione. La procura generale di Roma, infatti, ha tolto le indagini ai magistrati viterbesi e le ha portate avanti in autonomia.

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