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L'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE / Acquapendente

Peste suina, aperta "la caccia" nella riserva del Monte Rufeno: Brambilla chiede l'intervento dei ministri

Il direttore della Riserva: "Abbiamo preso tutte le misure più idonee, dopo il primo marzo la cattura degli esemplari vivi"

Peste suina, la Regione chiede l'abbattimento di 75 cinghiali nella Riserva naturale del Monte Rufeno, la Brambilla porta la questione in parlamento. Un'interrogazione ai ministri dell’Ambiente e della Salute in cui la rappresentante del mondo animalista e di Noi moderati chiede se "non ritengano opportuno intervenire per evitare che si torni a cacciare per mesi in un territorio dove non si cacciava da più settant’anni, che si arrechi disturbo all’inestimabile patrimonio faunistico della riserva e che si metta a rischio la sicurezza dei numerosissimi visitatori”. Questo è parte del testo dell’interrogazione depositata lo scorso 24 aprile da Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’intergruppo parlamentare per i diritti degli animali e la tutela dell’ambiente. “Tutte le altre aree protette del Lazio che hanno aderito alla strategia regionale per il contenimento del cinghiale – spiega la deputata nelle premesse – hanno scelto la forma delle catture. Solo nella Riserva naturale Monte Rufeno si è scelta la caccia di selezione con il metodo della girata che, in sostanza, non è altro che una piccola battuta di caccia con un cane e un cacciatore al seguito più 9 cacciatori alle poste". La tecnica della girata in realtà è indicata dagli esperti come una tecnica di "prelievo del cinghiale praticata in forma collettiva che permette una buona selettività con un minimo disturbo al resto della fauna selvatica". 

Michela Vittoria Brambilla

Visitatori e habitat 

La Brambilla, che nel marzo scorso ha presentato una proposta di legge per vietare i trafei di caccia, ha poi voluto sottolineare anche la sua posizione etica. “Al di là del fatto simbolico – argomenta poi la Brambilla – tutto questo arrecherà un disturbo enorme agli habitat naturali dell’area protetta, in cui sono presenti molte specie animali protette in quanto rare o in via di estinzione, soprattutto nel periodo chiave delle nidificazioni e delle nascite dei piccoli. Il tutto avverrà, inoltre, senza alcuna considerazione dei fruitori della Riserva stessa, che annualmente registra un flusso di circa 20mila visitatori che percorrono una rete di decine di chilometri di sentieri, visitano diversi musei, centri di informazione e interpretazione naturalistica e possono avvalersi di ben sette strutture ricettive gestite in convenzione da soggetti esterni. Con il paradosso che, proprio in primavera-estate, sarà necessario disdire prenotazioni per attività o soggiorni. In ogni caso una famiglia che cammina tranquillamente sul sentiero potrebbe trovarsi a sentire spari ravvicinati o urla di animali agonizzanti”.

Il direttore della Riserva

"Il comune di Acquapendente ha solo recepito un'ordinanza regionale in materia. La Regione Lazio ha stabilito per ogni parco il numero di capi da sottrarre. In realtà la tecnica della girata da noi è stata usata con un limite temporale - racconta a ViterboToday Massimo Bedini, direttore della Riserva naturale del Monte Rufeno - Dal 1 marzo fino al 31 agosto i cinghiali saranno sottratti attraverso selecontrollori formati che cattureranno i suini selvatici con delle apposite gabbie. La scelta di cambiare la metodologia di cattura è riferibile al fatto che nel periodo estivo la girata potrebbe non solo dare fastidio ad alcune specie ornitiche, ma potrebbe mettere in pericolo anche i visitatori della Riserva".

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