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LA NOSTRA STORIA / Tarquinia

Tarquinia si affida agli etruschi, Giulivi: "Riqualificare le aree archeologiche per rilanciare il turismo"

Visita nella città etrusca del Direttore generale musei presso il ministero della Cultura, Massimo Osanna, per rilanciare progetti condivisi con il ministero

Tarquinia rinnova la sua vocazione storico-archeologica. Ieri mattina, mercoledì 10 aprile, ha fatto visita al comune della città etrusca il Direttore generale musei presso il ministero della Cultura, Massimo Osanna. Il professore ha partecipato ad un incontro a porte chiuse, organizzato dal sindaco Alessandro Giulivi, al quale ha preso parte anche Vincenzo Bellelli, Direttore del parco archeologico di Cerveteri -Tarquinia. 

I nuovi progetti 

L'incontro è stato finalizzato a rilanciare alcuni progetti su due aree archeologiche di fondamentale importanza per la città di Tarquinia: la zona dell'acropoli e necropoli e Leopoli Cencelle. Quest'ultima in particolare da anni è centro di interesse sia del comune che del ministero della Cultura. L'area di Cencelle, situata sul territorio di Tarquinia, dal 1994 è oggetto di studio e scavi da parte del dipartimente di Scienze delle antichità dell'università La Sapienza di Roma. Il comune sta progettando di acquisire l'area e revisionare un progetto a largo spettro già in passato condiviso con il ministero della Cultura. "Conosco da tempo il professor Osanna e ne ho molta stima - ha raccontato a ViterboToday il primo cittadino - A lui si devono alcuni dei progetti di riqualificazione sull'antica città di Pompei. Il nostro è stato un incontro costruttivo, durante il quale abbiamo avuto modo di visionare i progetti in corso e programmare i futuri interventi per il nostro territorio - ha poi spiegato il sindaco di Tarquinia, Alessandro Giulivi - Consapevoli che il patrimonio artistico, culturale ed archeologico, della nostra città rappresenti un'eccellenza riconosciuta in tutto il mondo, la cultura è un tassello fondamentale per lo sviluppo di Tarquinia. La collaborazione e la sinergia con il ministero e il Parco archeologico di Cerveteri-Tarquinia è dunque di fondamentale importanza".

Le attività della Sapienza

In parallelo alle operazioni di scavo avviate dal polo universitario, è stata avviata la documentazione dell’area e dei reperti, mediante collaborazioni con antropologi, archeobotanici e geologi dell’ateneo.  Oltre alle aree scavate, l’esame di fotografie aeree, di fotogrammetrie, di planimetrie e la loro rielaborazione informatica hanno consentito la ricostituzione dell’intero impianto urbanistico; sono state elaborate ricostruzioni tridimensionali delle costruzioni civili e religiose e sono vi sono stati testati programmi per la realizzazione di realtà virtuale.

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