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Giovedì, 18 Aprile 2024
FU FEMMINICIDIO / Ronciglione

Femminicidio a Ronciglione, 22 anni a Landolfi: "Ora è certo, Sestina è stata strappata violentemente alla sua famiglia"

L'avvocato degli Arcuri, Vincenzo Luccisano, commenta la sentenza della cassazione. Dura reazione della difesa dell'ex pugile 33enne

"Ora è certo: Maria Sestina è stata strappata violentemente alla sua famiglia". L'avvocato degli Arcuri, Vincenzo Luccisano, commenta la sentenza della cassazione che ha confermato in via definitiva la condanna a 22 anni di Andrea Landolfi, ex pugile romano 33enne, per l'omicidio della fidanzata. Secondo i giudici togati, l'ha uccisa buttandola dalle scale. Dopo circa tre ore e mezza di camera di consiglio, pochi minuti prima delle 21 di ieri è stata confermata la sentenza della corte di appello che il 21 dicembre 2022 aveva completamente ribaltato quella del tribunale di Viterbo che lo aveva assolto. Da ieri sera Landolfi è tornato in carcere, dopo essersi costituito accompagnato dalla madre.

Le reazioni

"Dopo quattro anni è finalmente arrivata la parola fine a questo processo - dichiara a ViterboToday l'avvocato Luccisano -. Sono soddisfatto professionalmente e ci sono molti ringraziamenti da fare alla procura di Viterbo, in particolare al pm Franco Pacifici (titolare delle indagini, ndr) e ai suoi collaboratori per il grande lavoro fatto. Ma c'è la tristezza per la famiglia di Sestina a cui è stata sottratta violentemente una figlia e una sorella".

Reazione, dopo la sentenza di terzo grado, anche dalla difesa di Landolfi. "Ho la nausea - afferma l'avvocato Serena Gasperini -. Hanno confermato la condanna per Andrea Landolfi che era stato assolto in primo grado e poi condannato in appello. Se è questo ciò che mi devo aspettare nella mia professione, mi viene voglia di posare la toga. Povero chi ci incappa nella giustizia. C'è da aver paura. Potrebbe succedere a ognuno di noi".

La vicenda e la sentenza di primo grado

È la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019. Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri, 26 anni, sono a Ronciglione per trascorrere il fine settimana a casa della nonna di lui. Litigano, forse perché lei voleva troncare la relazione, e durante la discussione la ragazza resta coinvolta in una caduta dall'alto per le scale che le sarà fatale: morirà due giorni dopo all'ospedale di Belcolle. Non un femminicidio ma un incidente domestico per la corte di assise di Viterbo. I giudici togati e popolari del capoluogo della Tuscia accettano la ricostruzione del rotolamento per le scale di entrambi i giovani e assolvono Landolfi che esce dal carcere.

Sentenza ribaltata in appello

Da innocente, però, Landolfi resterà per poco. La corte d'appello di Roma, a cui avevano presentato ricorso tutte le parti, ribalta completamente la sentenza di primo grado e lo condanna a 22 anni di reclusione. Per i giudici della Capitale, infatti, il 33enne non può che essere colpevole: avrebbe lanciato la fidanzata dalle scale, facendola precipitare dall'alto - unica dinamica ritenuta possibile dalla corte -, e lo avrebbe fatto con "intento letale".

Giudici d'appello: "Sestina lanciata dalle scale e lasciata morire"

"L'ha lanciata per le scale - ha scritto la corte d'appello nelle motivazioni - e ha omesso qualsiasi iniziativa per cercare di salvarle la vita, completando il suo disegno di morte. L'ipotesi della caduta accidentale è contraria alla logica, alle leggi della fisica e agli accertamenti medico legali sui corpi dell'imputato e della vittima". Inoltre, viene messo in evidenza che l'ambulanza è stata chiamata solo ore dopo la caduta.

Il processo in cassazione

Alla cassazione è stata rimessa ogni valutazione. Ieri pubblica accusa, difesa - rappresentata dagli avvocati Serena Gasperini e Daniele Fabrizi - e parte civile - il legale Vincenzo Luccisano per la famiglia Arcuri - si sono incontrati in aula per l'ultima volta. L'udienza, durante la quale il procuratore generale ha chiesto il rigetto del ricorso presentato dalla difesa e la conferma della sentenza d'appello, si è aperta alle 10 e si è conclusa intorno alle 17,30. I giudici di terzo grado hanno riesaminato tutte le prove e le testimonianza acquisite durante il dibattimento davanti al tribunale di Viterbo, arrivando a stabilire che Landolfi è colpevole dell'omicidio della fidanza confermando la condanna a 22 anni.

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