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Domenica, 23 Giugno 2024
OPERAZIONE ACHEI / Tarquinia

Sette preziosi reperti etruschi consegnati al museo di Tarquinia: erano finiti sul mercato clandestino | FOTO

Pendenti, vasi e contenitori di eccezionale valore archeologico ed economico recuperati nel Regno Unito dai carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale

Sette preziosi reperti etruschi recuperati nel Regno Unito consegnati al Museo archeologico nazionale di Tarquinia. È l'atto finale dell'operazione "Achei".

L'indagine

Gli straordinari reperti archeologici, di eccezionale e ingentissimo valore sia storicoculturale che economico, sono stati rintracciati durante un'indagine dei carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale di Cosenza che ha ricostruito un vasto traffico nazionale e internazionale – con ramificazioni in Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia – di reperti archeologici italiani.

Le indagini, condotte da maggio 2017 a luglio 2018, hanno ricostruito sistematici saccheggi di più squadre di tombaroli che, con una articolata suddivisione di competenze e ruoli, avrebbero garantito al mercato clandestino un flusso continuo di beni archeologici, di ingente valore economico, inseriti in articolati e complessi canali di ricettazione in Italia e all'estero.

L'operazione si è conclusa con l'emissione di un'ordinanza di applicazione di misure cautelari da parte del gip di Crotone, su richiesta della locale procura che ha coordinato le indagini, nei confronti di 23 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di far parte di un'associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di danneggiamento del patrimonio archeologico dello stato, impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo stato, ricettazione ed esportazione illecita. Inoltre sono state fatte ottanta perquisizione nei confronti di altrettante persone, indagate a piede libero.

GALLERY | Reperti etruschi consegnati al museo di Tarquinia

I 7 reperti

- Resti di calice etrusco di bucchero. Mancano lo stelo e la base. Produzione Etruria meridionale, ambito ceretano (Cerveteri)- tarquiniese-vulcente

- Pendente italico (cultura picena, fase Piceno IV A) a doppia protome di toro, in bronzo, con foro di sospensione e resti di perno di ferro (età del Ferro/VI sececolo avanti Cristo)

- Stamnos etrusco in bronzo con anse terminanti a forma di mani e relativo coperchio di lamina di bronzo e pomello massiccio decorato, prodotti in Etruria, in particolare nel centro etrusco di Vulci, e in ambiente italico - epoca V-IV sececolo avanti Cristo con attardamenti nel periodo ellenistico

- Vaso etrusco biconico monoansato in ceramica di impasto con relativa scodellacoperchio di produzione villanoviana da ambito etrusco-italico. Datazione: IX-VII sececolo avanti Cristo. La scodella-coperchio e l'ossuario biconico sono elementi fondamentali comuni della civiltà Villanoviana, una delle più rappresentative culture dell'età del Ferro italiana

- Olla a coste con orlo a tesa arrotondato, decorato all'interno con cinque solchi concentrici, breve collo cilindrico, corpo globulare decorato con strigilature (costolature) che arrivano molto oltre la metà del corpo. Produzione dell'Etruria meridionale/del Latium vetus, largamente diffusa dall'VIII fino alla prima metà del VI sececolo avanti Cristo

- Pendente italico (cultura picena, fase Piceno IV A) a doppia protome di toro, in bronzo, con foro di sospensione e resti di perno di ferro (età del Ferro/VI sececolo avanti Cristo)

- Resti di calice etrusco di bucchero. Mancano lo stelo e la base. Produzione Etruria meridionale, ambito ceretano (Cerveteri)- tarquiniese-vulcente

La consegna

I reperti sono stati consegnati questa mattina, giovedì 6 giugno, al direttore del Museo archeologico nazionale di Tarquinia dai comandanti dei gruppi carabinieri Tutela patrimonio culturale di Roma e di Cosenza. "La restituzione al patrimonio dello stato dei beni culturali recuperati è frutto - sottolinea il comando Tpc - di azioni complesse, compiute in stretta sinergia con gli organi centrali e periferici del ministero della Cultura, nonché dell'impegno e la professionalità di donne e uomini, militari e civili, altamente specializzati nello specifico settore, che hanno consentito di salvare importanti testimonianze dell'identità collettività che ci raccontano la loro storia e, di riflesso, la nostra".

L'evento si è svolto alla presenza del prefetto di Viterbo, del direttore generale Musei del Mic, del comandante provinciale dei carabinieri di Viterbo, del direttore regionale Musei Lazio e della soprintendente Marherita Eichberg, nonché delle autorità civili, militari e religiose provinciali e cittadine.

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