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Crollo al ristorante Miralago, il perito: "Lavori in palese insicurezza e senza progetto né precauzioni" | FOTO

La relazione tecnica dell'ingegnere Rodolfo Fugger nominato dalla procura. Tre gli indagati per la morte del ristoratore Paolo Morincasa

Crollo al ristorante Miralago di Montefiascone, per il perito della procura i lavori di ampliamento del locale sono iniziati "senza alcun progetto geotecnico, senza che sia stata adottata alcuna precauzione e in condizioni di palese insicurezza". L'ingegnere Rodolfo Fugger lo scrive nelle 39 pagine della relazione di cui è stato incaricato dopo la frana che il 18 giugno scorso ha travolto il ristorante di via Bandita provocando la morte del titolare Paolo Morincasa e il ferimento del cuoco. 

Crollo al ristorante Al Miralago - Nel riquadro Paolo Morincasa-2

Indagati dalla procura di Viterbo, tramite la pm Eliana Dolce, per omicidio colposo, disastro e lesioni, il geometra Luca Ferri, l'ingegnere Stefano Frellicca e il titolare della ditta che stava eseguendo i lavori Adriano Menichelli. Nelle pertinenze del ristornate, infatti, erano in corso dei lavori di sbancamento del terreno propedeutici al progetto di ampliamento.

Per Fugger, che parla di "omissione tecnica" e "imperizia", "la prevedibilità della frana era evidente". "Un tecnico dotato delle minime competenze necessarie per progettare e condurre questo tipo di lavori avrebbe capito e previsto che non si poteva scavare in aderenza al confine sud-ovest della cantina, poiché così facendo avrebbe rimosso il necessario sostegno alla volta della stessa cantina provocandone l'inevitabile crollo".

FOTOCRONACA | Crollo al ristorante Miralago di Montefiascone

Il perito fa un salto di 24 ore rispetto alla tragedia e torna a sabato 17 giugno. "L'impresa degli scavi e il direttore dei lavori Ferri - ricostruisce - si avvedono di aver provocato un varco di un metro quadrato circa sulla parete della volta soprastante il solaio della cantina. In quel momento era quindi evidente il rischio che tutto il materiale soprastante il solaio/soffitto potesse in tempi brevissimi perdere la residua consistenza e crollare clamorosamente a terra, travolgendo il solaio/soletta e le persone che casualmente si trovavano la sotto, come accaduto proprio nella tarda mattinata del 18 giugno".

A quel punto, secondo Fugger, era da prendere un provvedimento che non è stato preso: "La formale e immediata inibizione all'utilizzo della cantina e di tutti gli ambienti retrostanti il ristorante, fino alla messa in sicurezza degli stessi".

Il perito si concentra anche sulla parte documentale. "I lavori non erano conformi alla normativa di settore - afferma -. La comunicazione di inizio lavori è stata presentata più di 11 mesi dopo il termine di 12 mesi fissato dalla delibera di approvazione della variante di piano regolatore, quindi la Scia è decaduta. La Scia non era neanche corredata del necessario progetto strutturale approvato dal Genio civile: fu oggetto di richiesta di integrazione da parte dell'ufficio, alla quale non è mai stata data risposta, dando luogo all'archiviazione della pratica non essendo il progetto utile alla realizzazione di qualsivoglia opera. La Scia non era neanche corredata dei necessari titoli autorizzativi per iniziare i lavori e il progetto è palesemente carente".

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