Domenica, 14 Luglio 2024
LE INDAGINI / San Lorenzo Nuovo

L'esplosione del centro per migranti e l'ipotesi dell'allarme inascoltato

La procura di Viterbo ha disposto accertamenti tecnici sui telefoni sequestrati. Le indagini continuano e l'inchiesta non è ancora chiusa

L'ipotesi dell'allarme inascoltato prima dell'esplosione al centro per migranti di San Lorenzo Nuovo. Ci sta lavorando la procura di Viterbo che ha disposto accertamenti tecnici sui telefoni sequestrati per trovare riscontri alle ricostruzioni delle vittime, assistite dall'avvocato Angelo Di Silvio, secondo le quali la sera di quel 10 novembre, prima della deflagrazione, avrebbero fatto telefonate lamentando puzza di gas. Ma nessuno si sarebbe fatto vivo. Dopo che tutto è saltato in aria 31 persone sono rimaste ferite, tra cui sette bambini.

Intanto la pm Paola Conti, titolare del fascicolo per disastro colposo con all'interno i nomi di tre indagati (il proprietario dell'immobile e due operatori del centro), è in attesa che l'ingegnere Rodolfo Fugger depositi la relazione che ricostruisce la dinamica dell'esplosione su cui è al lavoro dal 15 novembre, giorno di sopralluogo e perizia. Dopodiché non è escluso che altri nomi possano essere iscritti nel registro degli indagati.

Le indagini sono ancora in corso, tra l'esame di documenti e testimonianze. A occuparsene carabinieri e vigili del fuoco che, dopo i sopralluoghi, hanno acquisito anche documentazione sia in Comune che prefettura. L'ipotesi al momento più accreditata resta quella della fuga di gas proveniente, tramite un tubo, da un bombolone posizionato all'esterno della struttura.

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