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Pini abbattuti a Tarquinia lido, esposto in procura delle associazioni: "Giustiziati senza autorizzazioni"

Esposto congiunto di Società tarquiniense d'arte e storia, Assolidi, Semi di pace e La Lestra

Pini abbattuti a Tarquinia Lido, esposto delle associazioni. "Le gravi modifiche paesaggistiche che il “progetto di riqualificazione” di viale Mediterraneo hanno comportato non possono passare in sordina", afferma il consiglio direttivo della Società tarquiniense d'arte e storia che in comunione con Assolidi, Semi di pace e La Lestra ha presentato un esposto in procura.

Le associazioni condannano "non solo le scelte operate dall'amministrazione comunale - afferma il consiglio direttive della Stas - ma anche il metodo decisionista con il quale si è proceduto a giustiziare, nell'arco di 48 ore e senza le opportune autorizzazioni, 62 di pini in area vincolata, senza accettare alcuna forma di dialogo e di confronto. Dopo il parere vincolante e una diffida a procedere da parte della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e per l'Etruria meridionale, anziché perdere la lucidità, si sarebbe dovuto arrivare a un tavolo di concertazione. Agire contro le istituzioni in un sito Unesco è stato un atto non solo superficiale ma folle".

L'intervento della Stas

"Oggi percorrendo viale Mediterraneo si ha la netta sensazione che l'equilibrio tra le strutture amministrative territoriali e il paesaggio sia venuto meno. Un intervento massivo come quello condotto al lido stona in una società moderna in cui campeggiano slogan ambientalisti di sostenibilità e stupisce per l'alterazione apportata al valore non solo estetico di quella strada, ma perché effettuato in area vincolata non ottemperando alle disposizioni vigenti in materia di tutela proprio da chi dovrebbe impegnarsi per la conservazione dell'ambiente naturale e culturale e darne esempio.

La tutela del territorio non prescinde infatti dalla cultura, perché paesaggio e territorio sono un bene culturale di primaria importanza, come ben rappresentato dalla nostra Costituzione e dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. Non a caso, fin dalla fondazione, tra gli scopi statutari del nostro sodalizio c'è anche la salvaguardia del paesaggio e di quanto è caratterizzante del territorio, dove la fascia costiera è stata contraddistinta dall'antichità da una florida vegetazione spontanea di specie arboree della macchia mediterranea, tra cui pini ad alto fusto che a centinaia ne delineano ancora oggi l'identità.

La voce delle associazioni locali e dei singoli cittadini, nell'incredulità della possibile attuazione di un progetto malsano in difetto di autorizzazioni, forse ha tardato a farsi sentire e, comunque, non ha sortito l'effetto desiderato di evitare uno scempio, la cui eco purtroppo ha varcato i confini del nostro comprensorio e pare non smorzarsi, sebbene i soliti buontemponi abbiano prontamente tentato di far passare lo sdegno pubblico seguito al taglio dei pini come un premeditato attacco politico o l'esito di virtuosismi da neoambientalisti. Ormai parlare di possibili soluzioni o di buone pratiche già messe in atto in altri comuni appare superfluo, si può solo sperare che il verde restante venga preservato e augurarci che le scelte future non saranno altrettanto sconsiderate ma volte a un reale sviluppo del lido che per tanti, troppi, anni è stato relegato a un'appendice stagionale della cittadina".

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