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Femminicidio di Giulia, la mamma di Maria Sestina Arcuri: "Rivivo la morte di mia figlia, hanno patito la stessa agonia"

Parla la madre della 26enne uccisa a Ronciglione dal fidanzato, condannato a 22 anni: "Ergastolo per i femminicidi, quando Andrea Landolfi uscirà di prigione potrà iniziare una nuova vita e non dovrebbe essergli permesso"

"Quando hanno trovato il corpo di Giulia Cecchettin in quel canale, mi sono sentita malissimo. È stato come rivivere nuovamente la morte di mia figlia". Caterina Acciardi, la madre di Maria Sestina Arcuri, la 26enne di origini calabresi uccisa a Ronciglione dal fidanzato Andrea Landolfi, parla all'Adnkronos. La giovane, trasferitasi nella Capitale per lavorare come parrucchiera, aveva deciso di trascorrere un weekend con il suo compagno nella casa dei nonni di lui. È proprio lì che la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019 Landolfi l'ha lanciata giù dalle scale in seguito a una lite e non ha fatto nulla per salvarle la vita.

"Nonostante siano due vicende diverse hanno dei punti in comune", continua Acciardi. "Mia figlia è stata buttata giù dalle scale e lui non ha fatto nulla per soccorrerla. L'ha guardata morire e solo quando ha capito che non c'era nulla da fare ha chiamato il 118. Ecco, io non posso non pensare che la stessa agonia l'abbia provata anche Giulia. Ed è terribile. Non oso immaginare le pene che Giulia, mia figlia e tutte le altre vittime, hanno dovuto patire".

La mamma di Maria Sestina, poi, parla della necessità di un inasprimento delle pene. "Se fosse garantita in casi come questi una pena a vita, questi assassini ci penserebbero due volte prima di alzare le mani. Perché anche il più pazzo, il più furbo, saprebbe che aggredendo una donna la sua vita sarebbe finita, che se lo prendono non esce più dal carcere. Invece in Italia non è così".

L'uomo che ha ucciso Maria Sestina è stato condannato in via definitiva con una sentenza della Cassazione a 22 anni di carcere lo scorso 9 novembre, dopo una vicenda giudiziaria durata quattro anni. "Di quei 22 anni, ne ha già scontati due. Quando uscirà di prigione potrà iniziare una nuova vita. Non dovrebbe essergli permesso, dovrebbero garantire l'ergastolo. Solo così, penso, si può mettere un freno a questa strage silenziosa, perché sono troppe, ormai, le donne, le mamme, le figlie, le sorelle che ci stanno portando via".

Per Acciardi, Turetta meriterebbe l'ergastolo. Quanto al papà di Giulia "penso che sia una persona straordinaria, sta vivendo il suo dolore con dignità. A me l'assassino di Maria Sestina ha tolto la vita. E non solo a me, ma a tutta la mia famiglia. Noi non viviamo più come si dovrebbe vivere. Ho un pensiero che mi assilla sempre, un chiodo fisso: Chissà che sofferenza ha patito mia figlia. E ancora oggi mi tortura e non mi lascia vivere", conclude la donna.

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