Domenica, 14 Luglio 2024
NO SCORIE / Canino

Comuni e Comitati insieme verso il ricorso al Tar contro il deposito nazionale delle scorie nucleari

Il Comune di Canino, insieme a Tuscania e Montalto di Castro, ha deliberato in favore del ricorso al Tar promosso dai Comitati

C'è ancora tempo per i comuni per aderire al ricorso al Tar promosso dalle associazioni e dai Comitati ambientalisti del territorio. Sembra infatti siano stati tutti confermati i 22 siti individuati nella Tuscia adatti ad ospitare il deposito nazionale delle scorie nucleari. Si stanno muovendo i comuni, anche se con un certo ritardo, in parte dovuto anche all'insediamento di nuove amministrazioni, per svolgere gli atti necessari che precedono l'adesione al ricorso.
Anche Canino e Tuscania, contestualmente a Montalto di Castro, hanno già effettuato la delibera di giunta per presentarsi davanti al Tar.
Con delibera di giunta, i consigli comunali hanno approvato all’unanimità l’adesione al ricorso al Tar del Lazio promosso dai comitati “Montalto Futura”, “Maremma Viva” e “Verde Tuscia” avverso la proposta di ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi nel territorio della provincia di Viterbo.
"Con la deliberazione portata in consiglio comunale esprimiamo, ancora una volta, la netta contrarietà all’indiscriminato sfruttamento del nostro territorio - ha dichiarato il sindaco di Canino Giuseppe Cesetti - Appoggiare come ente locale l’iniziativa di tale ricorso è un importante rafforzativo all’azione dei comitati stessi, che chiedono puntuali chiarimenti circa la nebulosa modalità di scelta dei siti. La costruzione di un deposito di rifiuti radioattivi avrebbe un impatto devastante sulla nostra economia, basata su un’agricoltura di qualità e sul turismo: è nostro dovere continuare a tenere alta l’attenzione su queste tematiche e agire affinché la tutela dell’ambiente non sia soltanto facile propaganda, ma azione concreta".
I Comitati hanno già presentato un ricorso davanti al Tribunale del Lazio per un accesso agli atti e per poter capire nello specifico le motivazioni che hanno portato a individuare e successivamente confermare i siti nella Tuscia, nonostante le osservazioni di interesse ambientale e sanitario presentate dai Comitati stessi. I comuni, secondo quanto riportato dal vice presidente di Montalto Futura, il professor Di Giorgio, sono stati invitati per la seconda volta ad aderire al ricorso e dovranno unirsi ai Comitati per il ricorso aggiuntivo.  

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