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Tarquinia, scoperta villa dove gli antichi romani producevano olio e cucinavano: nelle fornaci ancora i resti dell'ultima cottura

Il complesso rurale, dove veniva lavorata anche la terra, venuto alla luce durante le indagini archeologiche preliminari all'installazione di un impianto fotovoltaico | FOTO

Antichi romani in campagna, tra Tarquinia e Civitavecchia. Il località Piantorgani, le indagini archeologiche preliminari all'installazione di un impianto fotovoltaico, hanno riportato alla luce un notevole complesso rurale improntato sullo sfruttamento agricolo del terreno e sulla produzione legata soprattutto alla coltura dell'olivo e alla trasformazione della materia prima. "Sono stati rinvenuti nella struttura principale - spiega la Soprintendenza - numerosi resti di noccioli di olive e diversi strumenti legati alla torchiatura".

Gli scavi in questa area di impianti produttivi e sfruttamento delle risorse di un territorio rurale tra l'età arcaica e l'età imperiale sono ancora in corso. "Sebbene i lavori agricoli più recenti abbiano fortemente intaccato i piani pavimentali - osserva la Soprintendenza -, la leggibilità della pianta della struttura rimane inalterata, con le sue trasformazioni avvenute nel tempo".

GALLERY | Insediamento agricolo romano scoperto a Tarquinia

Ma non è finita qui. In una seconda area è stato rinvenuto un sistema di tre fornaci affiancate, dalla forma circolare e con spesse murature realizzate a secco, che conservano ancora intatti i resti dell'ultima cottura.

"L'interessante quadro cronologico - riporta la Soprintendenza - colloca la prima edificazione dell'impianto della villa rustica nell'età arcaica, ma è a partire dalla fine del IV - inizio del III secolo avanti Cristo che le strutture assumono un aspetto imponente con un'estensione maggiore e resteranno in vita fino alla fine della prima età imperiale. Al pari dei numerosi complessi rurali analoghi che costellano il paesaggio circostante".

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