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TRIBUNALE / Caprarola

Carabiniere pestato in discoteca, l'ultimo arrestato nega di averlo picchiato: "Io intervenuto per separarlo"

Interrogatorio di garanzia per il 20enne latitante in Lussemburgo. Ora il processo, insieme a due amici coetanei

Ha negato di averlo picchiato, affermando di essere intervenuto per sottrarre il giovane carabiniere dalle mani dei suoi amici. Ieri mattina, martedì 5 marzo, l'interrogatorio di garanzia del terzo 20enne arrestato per rapina e lesioni aggravate in concorso ai danni di un allievo maresciallo dell'Arma aggredito e rapinato in discoteca a Caprarola. L'indagato era latitante in Lussemburgo. Davanti al gip del tribunale di Viterbo avrebbe detto: "Io non ho fatto niente, non ho picchiato il militare, ma sono intervenuto per separarlo dai miei amici".

In tre a processo

Il ragazzo, di origini lituane, è stato arrestato su mandato di cattura europeo in Lussemburgo, dove era rimasto dopo aver appreso dell'ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti. Nei giorni scorsi, però, è stato prelevato dagli agenti del servizio per la cooperazione internazionale di polizia del dipartimento della pubblica sicurezza e dalla polizia del Lussemburgo che lo hanno messo su un volo diretto all'aeroporto di Bologna. Lì ad attenderlo c'erano gli agenti della squadra mobile di Viterbo e della polizia di frontiera aerea che lo hanno portato a Monterotondo (Roma) dove ora si trova ai domiciliari. Agli arresti domiciliari, ma a Manziana e dal 13 giugno scorso, anche gli altri due indagati, sempre 20enni. Per tutti e tre il prossimo mese inizierà il precesso con giudizio immediato, nel quale la vittima è pronta a costituirsi parte civile.

Il fatto

È la notte tra il 28 e il 29 gennaio 2023 quando il carabinieri, 22 anni, subisce una violenta aggressione, finalizzata - come emerso dalle indagini- alla sottrazione di portafoglio e telefono, durante una serata in una discoteca di Caprarola. Il giovane militare è finito in ospedale, con la frattura del naso e la rottura di due denti: quaranta i giorni di prognosi.

La "scusa" dello stupro

Il 22enne, stando a quanto ricostruito, aveva conosciuto nel locale una ragazza minorenne con cui ha scambiato anche effusioni amorose, "scoperte" dall'ex fidanzato della giovane che, di tutta risposta, ha aggredito il carabiniere insieme ai suoi amici. Notato il tesserino dell'Arma, l'aggressore ha iniziato a chiedere ripetutamente alla ex: "Ti ha stuprata?". Il suo tentativo sarebbe stato quello di far passare l'episodio come una spedizione punitiva in difesa della minore.

Le indagini

A condurre le indagini sono stati i poliziotti della squadra mobile che, visionate le registrazioni delle telecamere di sorveglianza del locale e ascoltati i testimoni, hanno escluso l'ipotesi della violenza sessuale. Analizzati anche gli smartphone degli indagati e della stessa ragazza. Nelle conversazioni gli agenti avrebbero trovato commenti sul brutale pestaggio con affermazioni di esultanza per aver picchiato un appartenente alle forze dell'ordine. 

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