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Martedì, 20 Febbraio 2024
CRISI IDROGEOLOGICA / Tarquinia

A Tarquinia il podio per la siccità. Solo 104 millimetri di pioggia da inizio anno: mai così pochi

Nella città etrusca le precipitazioni sono al minimo storico. Preoccupazione da parte dell'Osservatorio per le risorse idriche

La città di Tarquinia in vetta alla classifica delle città a maggiore rischio siccità. Un dato allarmante, diffuso dall’Associazione nazionale dei Consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi), rileva che Tarquinia sarebbe la città italiana con il dato più basso di precipitazioni nel 2022. Solo 104 millimetri di pioggia caduti dall’inizio dell’anno ad oggi.

Il pessimo primato sarebbe comunque già stato conseguito dalla città etrusca nel 2012, guadagnato con un dato di 109 millimetri di acqua sempre nei primi 8 mesi dell’anno, che però dopo un autunno caratterizzato da fenomeni meteo violenti, ha recuperato e raggiunto i 571 millimetri di pioggia ma con pesanti ripercussioni e bilanci sul territorio.

Per poter scongiurare il podio, nei prossimi 4 mesi a Tarquinia dovrebbero cadere almeno 266 millimetri di pioggia, fino a raggiungere il minimo storico registrato nel 2017 pari a 370 millimetri in un anno.

“Il nostro non è allarmismo - commenta Massimo Gargano, direttore generale dell'Anbi - ma consapevolezza che, in attesa di scelte planetarie per il contrasto ai cambiamenti climatici, servono interventi urgenti per aumentare la resilienza dei territori. Da quelli strutturali come il piano laghetti a quelli più semplici come una diffusa informazione di protezione civile alla popolazione".

L’allarme riguarda non solo il litorale laziale, in particolare la città del Viterbese, ma l’Italia intera. Sotto accusa da parte dell’Osservatorio sulle risorse idriche anche la rete idrica che fa acqua da tutte le parti e che si dimostra inadeguata rispetto al cambiamento atmosferico. “Da anni segnaliamo l'inadeguatezza della rete idraulica del paese di fronte all'estremizzazione degli eventi atmosferici. Per questo abbiamo presentato un Piano di efficientamento, finora disatteso, forte di 858 interventi, perlopiù definitivi ed esecutivi, bisognosi di un investimento di circa 4 miliardi e 339 milioni di euro di euro, ma capaci di garantire oltre 21mila posti di lavoro. Come sempre, lo mettiamo a disposizione della classe politica di questo paese", fanno sapere dall’Anbi.

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