Lunedì, 15 Luglio 2024
IL DELITTO / Soriano nel Cimino

Omicidio Bramucci, la compagna di La Pietra: "Non è un killer, non sa sparare nemmeno con la pistola ad acqua"

Udienza davanti alla corte di assise di Viterbo dedicata interamente alla figura di Lucio La Pietra, accusato di essere l'esecutore materiale del delitto di Soriano nel Cimino

Omicidio di Salvatore Bramucci: udienza dedicata alla figura di Lucio La Pietra, per l'accusa esecutore materiale del delitto del 7 agosto 2022 a Soriano nel Cimino insieme a Tonino Bacci. Un'udienza, celebrata davanti alla corte di assise di Viterbo presieduta dal presidente del tribunale Francesco Oddi, caratterizzata dai molti "non ricordo" dei testimoni, giustificati dallo shock per gli arresti, le perquisizioni e le notizie uscite sui giornali.

I primi a finire in manette sono stati proprio Bacci e La Pietra. Poi le sorelle Elisabetta e Sabrina Bacchio, rispettivamente moglie e cognata della vittima, ritenute mandante e pianificatrice dell'omicidio. Infine Constantin Dan Pomirleanu, compagno di Sabrina Bacchio, e Alessio Pizzuti. Sono tutti imputati di omicidio pluriaggravato in concorso.

Soriano nel Cimino - Omicidio Salvatore Bramucci - Tonino Bacci e Lucio La Pietra

La prima a sedersi al banco dei testimoni è la compagna di La Pietra, 51 anni. Al telefono con un'amica ma soprattutto con la sorella viene intercettata mentre dice: "Mi ha tenuto all'oscuro di tutto. Era troppo sicuro di passarla liscia. Io sono convinta che le prove ci stanno". Frasi che in aula la donna ha spiegato così: "Ero molto scossa, provata e confusa in quel periodo. Stavo male e potrei aver detto la qualunque". Poi ricostruisce: "Il 13 settembre 2022, alle 3,30, i carabinieri sono venuti a casa e l'hanno arrestato e fatto la perquisizione. Prima di quel giorno lui è sempre stato tranquillo e io non ho mai sospettato nulla".

La donna descrive il compagno come "un uomo mai violento. Si è fatto tre anni di carcere per rapina ed è stato ai domiciliari per droga, ma non è capace a sparare nemmeno con la pistola ad acqua. Figuriamoci se è un killer. La verità è che è troppo buono e si fa mettere facilmente in mezzo. Quando un amico gli chiede di accompagnarlo da qualche parte, lui va senza chiedere il motivo".

"Era troppo sicuro di passarla liscia". Questa frase, emersa da un'intercettazione della 51enne, alla donna l'avrebbe detta l'ex compagno di cella di La Pietra: "Io le prove ce l'ho. Lucio lo ha detto all'ex compagno di cella dopo che lo ha fatto. Mi ha anche detto che "Lucio era troppo sicuro di passarla liscia"". Affermazioni che l'uomo, 48 anni, davanti alla corte di assise ha respinto al mittente: "Ha riportato cose che io non le ho mai detto. In quel periodo non era lucida: era esaurita e un po' fuori di testa. Non ho mai parlato con Lucio dell'omicidio. Quando la compagna mi ha chiamato subito dopo l'arresto, io ho pensato che lo avessero portato in carcere per alcuni suoi precedenti. Dell'omicidio l'ho saputo dopo, soprattutto da internet".

La Pietra e il 48enne si conoscono a Regina Coeli a Roma. "Siamo stati in cella insieme da ottobre 2016 a febbraio 2017 - ricorda -, poi siamo diventati amici dandoci una mano anche per questioni di difficoltà economiche. In carcere guardavamo spesso Csi e ci è capitato di parlare di omicidi, ma in astratto". L'uomo è stato inizialmente indagato per favoreggiamento nell'ambito del procedimento aperto per l'omicidio, la procura ha poi chiesto l'archiviazione. Chiesta l'archiviazione pure per altri due indagati a piede libero: Fabio Buti e il nipote di Bacci, che avrebbe aiutato lo zio a nascondere i soldi del delitto. Circa 10mila euro, poi trovati nascosti in un barattoli in un pollaio.

Sentiti dal tribunale anche la cognata e il cognato di La Pietra, con quest'ultimo che secondo l'accusa avrebbe rischiato di finire invischiato nell'operazione. Ma lui smentisce: "Lucio non mi ha mai chiesto di partecipare all'omicidio, ho quasi 70 anni e non mi impiccio su queste robe. Una sola volta mi ha chiesto di accompagnarlo a Viterbo da un "amichetto", io non ho chiesto spiegazioni ma gli ho detto che doveva smetterla di fare danni nella vita. Perché non è un santo, è un mattacchione, è stato in galera".

La cognata, invece, va a casa di La Pietra e della sorella proprio la mattina dell'omicidio: il 7 agosto 2022. "In maniera del tutto casuale - sottolinea la 56enne -. Erano le 10\10,30 e mia sorella ha detto che stava ancora dormendo". E con la 56enne che la compagna di La Pietra parla dopo l'arresto dell'uomo. "Mia sorella - riporta - era sicura che di mezzo ci fosse anche il compagno, ma io leggevo i giornali e per me non era così. Era impossibile conoscendo Lucio, che non è né un ligio né uno stinco di santo, ma questa cosa sembrava folle".

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