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Sabato, 13 Aprile 2024
L'ALLARME / Tarquinia

Mafia e litorale viterbese: "Territorio senza difese, stabilimenti e appalti a rischio infiltrazioni"

L'allarme del Coordinamento civico contro le mafie nell'alto Lazio in vista dell'aggiornamento del Piano per la trasparenza e la prevenzione del rischio corruttivo del Comune di Tarquinia: le proposte

"Litorale senza difese di fronte all'infiltrazione delle mafie, non è solo una percezione ma una certezza". A lanciare l'allarme è il Coordinamento civico contro le mafie nell'alto Lazio che nei giorni scorsi ha partecipato a Tarquinia alla consultazione pubblica voluta dal segretario generale del Comune per aggiornare il Piano per la trasparenza e la prevenzione del rischio corruttivo. "La corruzione è il grimaldello che le mafie utilizzano per aprirsi un varco nell'economia legale", afferma il Coordinamento.

Al Comune di Tarquinia è stato inviato un documento che si impernia su alcuni punti qualificanti. "La pessima congiuntura economica di questi anni - spiega il Coordinamento - ha privato il territorio di ogni difesa di fronte all'infiltrazione delle mafie, e questa non è solo una vaga percezione ma è ormai una solida certezza. Per questo abbiamo chiesto di inserire tra le criticità di cui tener conto l'aumento del numero di operazioni finanziarie sospette segnalato nella provincia di Viterbo, il nuovo codice degli appalti che innalza i valori soglia per gli affidamenti diretti, l'attuazione della direttiva Bolkenstein che potrebbe portare un massiccio ingresso di capitali mafiosi nella gestione degli stabilimenti balneari".

Il quesito è se l'organizzazione della macchina amministrativa sia all'altezza di sfide così importanti? "Se gli organici del personale dell'ente sono sottodimensionati, anche a causa della difficoltà di fare nuove assunzioni, è però vero che le risorse disponibili sono state dirottate soprattutto sul corpo di polizia municipale, mentre occorrerebbe potenziare i settori e gli uffici dove è più pressante il rischio corruttivo e di infiltrazioni criminali - sostiene il Coordinamento -. Bisognerebbe evitare che in capo alla stessa figura (il segretario comunale) si assommino tutte le responsabilità connesse alla trasparenza, all'anticorruzione, all'antiriciclaggio e così via. Soprattutto, c'è l'esigenza di una rotazione degli incarichi, necessariamente accompagnata da un piano di formazione del personale che la renda possibile".

Per il Coordinamento è fondamentale, anche, il coinvolgimento della cittadinanza. "Sotto la lente di un Nucleo di monitoraggio - dice il Coordinamento - dovrebbero passare flussi costanti di dati sugli affidamenti e gli appalti, sulle ditte aggiudicatarie, sui valori finanziari in gioco. E soprattutto bisognerebbe che alla cittadinanza fosse riconosciuto un ruolo in questa opera di attento monitoraggio, prevedendo forme di coinvolgimento attivo della popolazione (es.: audizioni e dibattiti pubblici), immaginando anche momenti di formazione congiunta del personale dell'ente e dei cittadini interessati, con il supporto costante delle forze dell'ordine". 

"A gennaio - conclude il Coordinamento - sapremo se qualche nostra proposta sarà stata presa in considerazione. Certo è che, per allontanare il rischio di diventare come Ostia o il litorale pontino, non basta l'azione di contrasto delle forze dell'ordine. La repressione arriva sempre quando è tardi. La prevenzione la fa una comunità coesa, una cittadinanza consapevole e partecipe, un'amministrazione aperta al dialogo".

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