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DOLOROSO ADDIO / Tarquinia

Mario Bellucci muore improvvisamente a 49 anni: "Aveva un grande cuore, con lui si rideva fino alle lacrime"

Il cordoglio del sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi: "Notizia drammatica e inaspettata". Il ricordo dell'amica Jessica: "Un dolore che chissà quando andrà via"

Lutto a Tarquinia per la morte di Mario Bellucci. Aveva 49 anni e si è spento improvvisamente ieri, domenica 2 giugno. Era molto conosciuto, stimato e benvoluto in paese. Un paese ancora incredulo e sotto shock per una notizia così dolorosa. In queste ore tutti stanno piangendo e ricordando Mario, come un uomo - per usare le parole dell'amica Federica - "fuori dagli schemi e con un gran cuore".

Era figlio di Filiberto, fondatore e storico presidente dell'Avad, l'Associazione di volontariato per l'assistenza ai disabili che si trova sul lungomare dei Tirreni a Tarquinia lido, struttura oggi gestita dal fratello di Mario, Paolo.

Tra i messaggi di cordoglio, quello del sindaco Alessandro Giulivi: "Una notizia drammatica e inaspettata, che ha sconvolto l'intera comunità cittadina. Mario sarà sempre ricordato con sincero affetto da tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscerlo. In questo momento di dolore, a nome mio personale e dell'amministrazione comunale, giungano alla sua famiglia e ai suoi cari i sentimenti di sincera e commossa vicinanza".

Mario lavorava nella Tenuta Sant'Isidoro. La collega Elisa scrive: "Ancora spero sia uno scherzo di cattivo gusto. Entrare a lavoro e non sentire il tuo "Cretina" con una risata, il tuo sguardo complice, le nostre chiacchierate, i nostri battibecchi, il mio venirti ad abbracciare o sbaciucchiarti quando fai l'anaffettivo... non so come farò. Sento già un vuoto immenso. Mi ero abituata alla tua ironia, al tuo cinismo, alla tua celata dolcezza. Tornare al lavoro ogni giorno e non trovarti non lo riesco neanche minimamente a imagginare. Cercherò di portare con me anche le tue "perle di saggezza". Ogni vodka tonic mi ricorderà di te. Ti voglio bene, lo sai".

È l'amica Jessica, invece, a descrivere chi era Mario. "A tutti gli amici che lasci orfani. A tutte le canzoni di Gabriella Ferri, Mia Martini e Carmen cantate a squarciagola. Al tuo cinismo spietato, tagliente come solo un amico sincero sa essere. A tutte le imprecazioni. A tutte le risate de core con le lacrime per tutte le cose che, se scrivessi qui, mi bannerebbero all'istante. A tutti i vodka tonic sotto la luna, a tutti i: "Oh, famo che questo è l'ultimo davero!". A tutti i balli da vera "regina", perché il più bello eri sempre tu. A quando mi hai insegnato a spinare il pesce da vero signore. A quando mi hai insegnato a brindare solo con dell'ottimo vino. Al dolore che lasci e chissà quando andrà via. Salute a te, amico Mario".

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