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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
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Mohamed, morto a 20 anni nel lago di Bolsena dopo essersi tuffato dal pedalò. Ogni anno 400 persone annegano in Italia

Il corpo di Mohamed Fall, ritrovato a circa 4 metri di profondità, è stato restituito alla famiglia. Alessandro Miani, presidente del Sima: "Fondali di laghi profondi all'improvviso, difficile risalire a riva"

Morto a soli 20 anni dopo essersi tuffato dal pedalò nel lago di Bolsena. Mohamed Fall, che da circa un anno viveva a Viterbo, viene ricordato dalla comunità senegalese del capoluogo come "un bravissimo ragazzo". Il suo corpo, ritrovato e recuperato dopo ore di ricerche, è stato restituito alla famiglia. Una morte che si aggiunge ai circa 400 annegamenti che si registrano in Italia ogni anno.

Mohamed risultava disperso dal pomeriggio di martedì. Con la famiglia stava trascorrendo il Ferragosto sulle sponde del lago a Capodimonte, prima di trasferirsi in Trentino per lavorare come bracciante. Dopo essersi buttato in acqua dal pedalò che aveva preso a noleggio con la cugina, non è più riemerso. I suoi amici e parenti si sono tuffati per cercarlo ma senza esito, così è stato lanciato l'allarme e la macchina dei soccorsi si è subito attivata.

Capodimonte - recuperata la salma del giovane annegato

I vigili del fuoco sono entrati in azione sia in elicottero che con un'imbarcazione per le ricerche aeree e in superficie che con la squadra di sommozzatori. Sul posto anche i carabinieri, pure in battello. È stata scandagliata anche la terraferma, nella speranza di trovare il 20enne in salvo su qualche sponda.

Ma intorno alle 11 di ieri, a poche ore dalla ripresa delle ricerche interrotte per il buio della notte, il corpo senza vita del giovane è stato individuato sul fondale del lago di Bolsena. Avvistato da un drone a 3/4 metri di profondità e a circa 200 dalla riva. Al momento del recupero sul porticciolo di Capodimonte c'era anche la madre di Mohamed. Era stata dimessa in mattinata dall'ospedale di Belcolle dove era stata ricoverata per un malore dopo aver appreso della scomparsa del figlio. Un dolore inconsolabile quello della donna, intorno alla quale si sono stretti parenti, amici e quanti conoscevano e volevano bene al 20enne.

VIDEO | Le operazioni di recupero della salma del ragazzo morto al lago di Bolsena

Per gli inquirenti la morte di Mohamed è stata un tragico incidente. Non è stata disposta l'autopsia e la salma, dopo il riconoscimento, è stata restituita alla famiglia per il trasferimento in Senegal, suo paese di origine.

Annegamenti: 400 morti all'anno

Il decesso di Mohamed si aggiunge alla triste e tragica conta degli annegamenti che ogni anno si registrato in Italia: circa 400. In particolare, da maggio scorso si contano una ventina di morti in acqua, di cui sette bambini.

Negli anni '60 in Italia si stimavano circa 1400 annegamenti ogni anno, cifra che è andata progressivamente a diminuire fino a stabilizzarsi dagli anni '90 in poi. Secondo l'Istituto superiore di sanità ormai il trend è costante, con circa 400 incidenti fatali l'anno. Ma negli ultimi anni sono aumentati quelli nelle acque di laghi e fiumi, con un rischio maggiore per gli stranieri residenti nel Paese. E com'è la situazione nel mondo? Ogni anno sono 236mila le persone che muoiono per annegamento, per un totale di circa 2,5 milioni di decessi nell'ultimo decennio.

Ragazzo disperso al lago

Gli incidenti avvengono in mare aperto, nei fiumi ma anche in piscine alte pochi centimetri. Le vittime più frequenti sono i bambini tra uno e quattro anni, seguiti da quelli di età compresa tra cinque e nove anni. Il mare è il principale responsabile di annegamento (50,3%), mentre il 41,3% dei decessi avviene nelle acque interne e l'8,3% in piscina. 

Il 28% di annegamenti e quasi-annegamenti dipende da malori improvvisi, il 15% da sventatezza e il 14% va ricercato nella caduta in acqua. Il resto per imperizia, incapacità di tenersi a galla o tuffi sconsiderati dove il fondale è basso o roccioso. "I numeri dei decessi - spiega all'agenzia di stampa Dire il presidente della Società italiana di medicina ambientale, Alessandro Miani - ci dicono che serve fare prevenzione promuovendo nella popolazione una maggiore adesione alle norme base di sicurezza, oltre a far rispettare i divieti". 

"Le acque interne di fiumi e laghi - afferma Miani - possono nascondere numerose insidie. Nei laghi è possibile trovarsi in presenza di fondali improvvisamente profondi e difficoltà a risalire a riva, quando questa è rocciosa, causata da alghe adese alla pietra che la rendono particolarmente scivolosa. L'acqua salata, inoltre, essendo più concentrata di quella dolce, a parità di volume pesa di più. Dunque, in base al principio di Archimede, la spinta verso l'alto conferita dall'acqua salata è maggiore rispetto a quella data dall'acqua dolce, permettendo di galleggiare meglio".

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