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PROF UNITUS UCCISO / Tarquinia

Omicidio Angeletti, la famiglia: "Da Cesaris un risarcimento troppo basso"

Nuova udienza del processo a carico di Claudio Cesaris dedicata alla discussione delle parti civili

Nuova udienza del processo per omicidio (e stalking) a carico di Claudio Cesaris, l'ex tecnico di laboratorio reo confesso di aver ucciso il docente dell'Unitus Dario Angeletti alle Saline di Tarquinia. Questa mattina, davanti alla corte di assise di Civitavecchia in trasferta a Roma, per circa quattro ore hanno discusso gli avvocati delle parti civili che rappresentano i familiari della vittima, il comune di Tarquinia, l'università della Tuscia e la ricercatrice nonché collega e amica di Angeletti ritenuta il movente.

Gli avvocati Rodolfo Bentivoglio e Massimiliano Zoli, che assistono la famiglia del docente universitario, hanno ricostruito l'omicidio da un punto di vista tecnico (definito "crudele" ed "efferato", "premeditato" e "dai futili motivi") e ricordato la figura di Angeletti. "Era il punto di riferimento della famiglia - hanno detto i legali -. Dal punto di vista umano ma anche economico, essendo l'unica fonte di reddito. Anche per questo l'anticipazione risarcitoria da parte dell'imputato è da ritenere insufficiente, ben sapendo che la morte di Dario è irrisarcibile".

Rappresenta il comune di Tarquinia, invece, l'avvocato Paolo Pirani che davanti ai giudici togati e popolari ha spiegato le ragioni alla base della costituzione di parte civile da parte dell'ente. "Angeletti - ha affermato il legale - aveva un ruolo ben preciso sul territorio. Con amore aveva scelto di lavorare a Tarquinia e di dedicarsi alla biologia marina presso il polo universitario. Con la sua morte, oltre a gettare nello sconforto e nello sconcerto la cittadinanza che conosceva bene e stimava il docente, è venuto meno quel valore aggiunto dal punto di vista territoriale e della tutela dell'ambiente che Angeletti dava".

L'avvocato Pirani ha inoltre sottolineato che "Tarquinia, dopo l'omicidio, è stata per giorni assediata dai giornalisti e sono stati provocati danni anche al settore della ristorazione che ha dovuto abbassare le saracinesche sia in segno di lutto e rispetto che perché la gente non usciva di casa per paura". Di conseguenza è stata chiesta alla corte "una valutazione del danno che sia di giustizia", ma comunque non inferiore ai 100mila euro con una provvisionale di 20mila.

Dopo la discussione dell'avocato Andrea Fedeli per l'Unitus, quella della legale Eliana Saporito che assiste la ricercatrice. Ha discusso anche sull'altro capo di imputazione contestato a Cesaris, ossia lo stalking nei confronti di quella donna con cui in passato aveva avuto una relazione. Secondo l'accusa, l'avrebbe pedinata dopo l'acquisto di un dispositivo gps e le avrebbe inviato un'infinità di email e messaggi, alcuni dei quali di questo tenore: "Ti auguro di provare il dolore che si prova quando si porta via una persona che ami".

L'imputato, 69 anni, non era presente in aula in quanto ricoverato in ospedale per problemi di salute. Ma sempre in regime carcerario, come da quindici mesi a questa parte. Per lui il pm Alessandro Gentile della procura di Civitavecchia ha chiesto una condanna a 23 anni di reclusione. Il 7 dicembre 2021 Cesaris ha ucciso Angeletti con due colpi di pistola alla nuca mentre si trovava a bordo della sua auto. Un omicidio premeditato, secondo l'accusa. Il movente sarebbe da ricondurre nella "mancata accettazione della fine della relazione" con la ricercatrice. Cesaris avrebbe sviluppato "una marcata gelosia nei confronti di Angeletti, vissuto come antagonista, e/o di vendetta nei confronti della donna".

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