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Mercoledì, 17 Aprile 2024
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Chef, stalker e latitante: catturato in Croazia l'uomo che ha fatto arrestare la ex inventando che era una spacciatrice

Pierluigi Canuzzi deve scontare una condanna a 5 anni e 8 mesi per aver perseguitato una sua allieva minorenne con cui aveva iniziato una relazione

Si nascondeva in Croazia Pierluigi Canuzzi, lo chef 50enne di Capodimonte che lo scorso anno è stato condannato a 5 anni e 8 mesi di reclusione per stalking nei confronti della ex fidanzata. Ma quando la pena è diventata definitiva, si è dato alla fuga. Così nei suoi confronti è scattato un mandato di arresto europeo della procura di Viterbo, che nei mesi scorsi ha portato al rintracciamento dell'uomo sulle coste croate dell'Istria, a pochi chilometri da Trieste nel comune di Torre-Abrega. Lì aveva pensato di aver trovato riparo e di aver fatto perdere la proprie tracce, dopo essere fuggito da Milano Marittima dove stava lavorando. Ma nei giorni scorsi è stato individuato e arrestato dalle autorità croate che mercoledì scorso lo hanno consegnato ai carabinieri alla frontiera di Roma Fiumicino. E per Canuzzi si sono aperte le porte del carcere.

Gli atti persecutori risalgono al 2015. Ma la storia inizia nel 2008 quando lo chef, docente in una scuola alberghiera, intraprende una relazione con una sua allieva minorenne. La giovane nel 2014 lo lascia e diventa vittima delle sue persecuzioni. Lui comincia a riempirla di messaggi e di telefonate, la minaccia di morte e di mettere sul web dei suoi presunti video porno. La notte di Natale del 2014 viene appiccato un incendio ai cassonetti della spazzatura sotto la casa, a Bagnoregio, della ragazza. Lei, impaurita e convinta che ad aver fatto partire le fiamme sia stato Canuzzi, si rivolge ai carabinieri.

La denuncia della ex, nel frattempo costretta a trasferirsi a Firenze dove rimane per tre mesi, porta il gip a far scattare un divieto di avvicinamento alla vittima. Ma non basta. Lo chef, infatti, architetta un piano per screditare la giovane e vendicarsi del suo rifiuto e della denuncia. Si presenta dai carabinieri e riferisce che sarebbe stata coinvolta in un traffico di cocaina tra la Tuscia, l'Umbria e la Capitale e, dopo avere nascosto nell'auto della ragazza la droga, la fa rinvenire ai militari con una "soffiata". I carabinieri, dopo aver arrestato la giovane, approfondiscono la vicenda e le indagini fanno emergere i veri intenti di Canuzzi: farla pagare alla ex. I militari, oltre alla calunnia che lo farà finire una prima volta in carcere, scoprono inoltre che l'uomo aveva addirittura tentato di manomettere i freni dell'auto della giovane.

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